La presidente della Federazione nazionale Collegi Ipasvi torna sulla soglia del 30 per cento e, elegantemente, replica a chi l’ha attaccata sull’argomento. “Il problema non sarò entraci nell’elenco, ma restarci”

ROMA – “Invito Aios a registrarsi, come società scientifica, sul portale del Ministero della Salute”. E’ in coda al suo intervento in occasione del 14esimo congresso nazionale dell’Associazione italiana operatori sanitari addetti alla sterilizzazione, che Barbara Mangiacavalli di fatto risponde, anche se non direttamente, a chi l’ha attaccata in questi giorni sulla questione delle società scientifiche e quella soglia del 30 per cento previsto dal Decreto del Ministero della Salute del 2 agosto scorso.

Barbara Mangiacavalli, presidente nazionale Federazione Ipasvi

Venerdì scorso la presidente Mangiacavalli aveva parlato di un successo politico, riferendo della disponibilità del Ministero della Salute a superare lo scoglio del 30 per cento di rappresentatività per le società scientifiche. A stretto giro di posta il gruppo che va sotto la sigla del “27 aprile”, del quale fa parte anche la senatrice Annalisa Silvestro, principale competitor elettorale in vista delle prossime elezioni in Federazione nazionale, ha inviato un documento alla presidente Ipasvi, al Comitato centrale e ai presidente dei Collegi provinciali, con il quale attacca frontalmente la Mangiacavalli: altro che successo politico, scrivono i componenti del gruppo, “quel risultato ottenuto è uno schiaffo alla storia e alla specificità infermieristica”.

Nessuna risposta diretta, almeno con note ufficiali, da parte della presidente della Federazione Ipasvi, ma un messaggio chiaro lanciato, in maniera elegante, nella prima giornata dei lavori del Congresso Aios, in corso di svolgimento all’Hotel Ergife di Roma: “Invito Aiso a registrarsi sul portale del Ministero della Salute e questo invito lo rivolgo alle nostre associazioni che potranno dichiarare il vero. Il problema non sarà entrare nell’elenco delle società scientifiche, ma restarci” chiosa la Mangiacavalli. Che parla di “competenza infermieristica” davanti al consesso di infermieri addetti alla sterilizzazione: “La competenza nella nostra professione – ragiona la presidente – non si esplica solo dove si fa assistenza diretta. Ma è anche finito il tempo dove in sanità tutti possono fare tutto”.

E sulle centrali di sterilizzazione la Mangiacavalli è netta: “Non è un posto dove pensiamo che possiamo metterci chiunque”. Il tema delle competenze avanzate diventa, di fatto, il filo rosso che unisce la prima giornata del congresso Aios e sullo sfondo la legge Gelli: quella nella quale è prevista la stesura delle linee guida con gli infermieri che rischiano di restare tagliati fuori per quel 30 per cento di sbarramento riferito alle società scientifiche.

Con la Federazione sicura di aver ottenuto un successo politico, visto che dal Ministero della Salute hanno risposto che “potranno comunque essere valutate ai fini dell’iscrizione nell’elenco le società scientifiche o associazioni tecnico-scientifiche aventi adeguata rappresentatività nella disciplina o specializzazione, area o settore di riferimento”. Come gli infermieri di Aios, ai quali la Mangiacavalli ha rivolto pubblicamente l’invito ad iscriversi sul portale del Ministero, rispondendo indirettamente al gruppo “27 aprile”.

Salvatore Petrarolo