Una decisione incomprensibile che lascia sgomenti un’intera comunità professionale

“La decisione di trasformare l’ambulanza infermierizzata di Siena in medicalizzata, richiesta fortemente dalla nuova amministrazione comunale e assecondata dal Direttore Generale della Asl Toscana Sud Est, ha suscitato fin da subito un’autentica levata di scudi da parte di tutto il mondo della professione infermieristica”.

Esordisce così il presidente Opi di Arezzo, dott. Giovanni Grasso sulla discutibile decisione del DG e amministrazione comunale senese sulla decisione di far scendere l’infermiere dalle ambulanze in favore dei medici neo laureati.

“Nella nostra realtà infatti il modello basato sulle ambulanze infermierizzate – continua Grasso – è ormai consolidato, ed è il frutto di un lavoro di formazione continua sui nostri professionisti che, ad oggi, possiamo considerare davvero in possesso di una preparazione specifica sull’emergenza urgenza che rappresenta un patrimonio anche per la sicurezza dei cittadini. Abbiamo rappresentato questo malcontento anche al Dg, ottenendo chiare risposte sul fatto che il modello non è in discussione, e che quella di Siena rappresenta semplicemente una sperimentazione a tempo, un anno, durante la quale gli infermieri del 118 continueranno la loro formazione per ritrovarsi al termine del periodo previsto ancora più pronti a compiere il proprio dovere. Nel frattempo nel territorio della provincia di Arezzo entreranno in funzione altre due ambulanze infermierizzate, a dimostrazione di un modello che conferma la sua efficacia con i numeri e con i fatti” conclude il presidente Opi di Arezzo, dott. Giovanni Grasso.

Chiarisce il Direttore Antonio D’Urso: “Nessun modello è in discussione, anzi ribadisco che il modello che ha fino ad oggi reso la sud est, a livello nazionale, una delle Aziende con i migliori esiti di salute nella riduzione della mortalità nelle sei malattie tempo dipendenti e che quindi non sarà certo modificato. Ho d’altra parte risposto, in modo puntuale, ad una richiesta formale dell’Assessore al Comune di Siena, che evidenziava la necessità circoscritta alla realtà senese, di una seconda ambulanza con medico, dando la disponibilità, come Azienda, alla sperimentazione, per un anno, con l’entrata dei medici che hanno concluso la formazione, che rilevi gli outcome, coinvolgendo i rispettivi ordini professionali, il Direttore del Dipartimento Infermieristico Baragatti e il Direttore dell’Emergenza Urgenza Mandò. Nel frattempo la formazione degli operatori 118 Senesi continuerà affinché siano pronti e ancora più formati in ambito di emergenza urgenza, così come perseguiremo lo sviluppo delle competenze degli infermieri del 118 dell’intera Asl all’interno dello specifico settore dell’emergenza urgenza territoriale”.

Ad avvalorare le parole del Direttore sono stati confermati, al tavolo, alcuni impegni, già previsti nella programmazione aziendale, come l’inserimento di due nuove ambulanze infermierizzate nelle zone dove ancora non sono presente a partire dal Valdarno, e l’ulteriore assunzione di personale infermieristico sia per Siena che per Grosseto che per Arezzo.

“Il personale infermieristico della Asl sud est continuerà ad essere valorizzato – ha concluso il Direttore – non soltanto nell’ambito dell’emergenza urgenza ma anche in altri ambiti come, ad esempio, nell’area della Cronicità, attraverso l’avvio della formazione dell’infermiere di famiglia e comunità e dell’avvio strutturato della della Centrale della Cronicità ed in ambito di cure intermedie che, come già da tempo definito in azienda, sono strutture a gestione infermieristica. L’Azienda Usl Toscana sud est quindi non cambia la sua direzione di rotta”.

“Prendendo atto delle parole del DG D’Urso, pur dovendo rimarcare la situazione paradossale che si è venuta a creare. – afferma Aurigi presidente Opi SienaÈ evidente che la parola ‘sperimentazione’ prevede una serie di indicatori da individuare in maniera chiara prima di questo percorso, e che presupponga, una volta raccolti e confrontati i dati, un impegno a definire il modello anche su Siena secondo criteri di appropriatezza ed evidenze”.

Una vicenda che indiscutibilmente è destinata a ripercuotersi sulle comunità interessate dal provvedimento. A tal proposito riprendiamo una lettera di ringraziamento di Roberto pubblicata su sienanews.it .

“Cara redazione ho pensato molto se inviarvi queste poche righe, leggendo i numerosi articoli che su giornali come il vostro stanno comparendo sui social in questi giorni, sulla decisione di sostituire gli infermieri del 118 senese con alcuni medici neolaureati senza specialistica.. non volendo entrare nelle prese di posizione e nella politica credo però che questo sia il momento giusto per esprimere il mio grazie all’equipaggio che due settimane fa mi ha salvato, probabilmente, la vita quando per strada, a Siena, sono stato punto da un insetto, forse un ape, senza sapere di essere allergico e dieci minuti dopo stavo sviluppando uno vero shock anafilattico… ho ricordi molto confusi di quei momenti ma i ragazzi di un’attività commerciale vicina mi hanno subito prestato i soccorsi e hanno chiamato il 118… è arrivata la famosa ambulanza della pubblica assistenza con infermiere a bordo, ma io non ero già quasi più cosciente, è stato il pronto soccorso che mi ha successivamente spiegato cosa fosse successo… l’infermiera del 118 intervenuta in strada mi ha prontamente messo una flebo e mi ha subito fatto un’iniezione di adrenalina, che ho scoperto essere un farmaco salvavita e che d’ora in poi dovrò portare sempre con me, l’equipaggio guidato da quest’infermiera mi ha stabilizzato verso il pronto soccorso, dove sono arrivato grave, ma stabile (ma se non ci fosse stato quell’infermiere forse io oggi non sarei qui a scrivervi).

O forse chissà, se ci fosse stato un medico neolaureato, così come desidera l’Assessore per questo strano “esperimento” sociale dell’anno prossimo, mi sarei salvato lo stesso, è vero: chi può dirlo…ma in un momento in cui si tende a sminuire queste figure su tutti i fronti (che non sono infermieri “semplici”… ma preparati apposta per gestire le emergenze come la mia e con anni di esperienza sulle spalle) volevo cogliere l’occasione per dire grazie a un servizio che come dicono i vostri giornali funziona e non ci si spiega del tutto come mai la città di Siena debba privarsene… o perlomeno per me ha funzionato a tal punto da salvarmi la vita (e non sarò certo l’unico…)…. siamo davvero sicuri che toglierlo sia la scelta migliore???”

Una scelta incomprensibile, forse dettata da altre logiche che sfuggono  all’attenzione dei cittadini ma non alla nostra redazione. Siamo certi che sia la scelta giusta che risponda ai veri interessi di salute dei cittadini?

Redazione NurseTimes