Il commento dell’Associazione avvocatura di diritto infermieristico al protocollo redatto dalla Fnopo e dal Tsrm.

Si è definitivamente concluso ieri, con la ratifica del protocollo tra CSM, nella persona del vicepresidente David Ermini e i presidenti degli Ordini dei tecnici TSRM, dott. Alessandro Beux, e delle ostetriche FNOPO, dott.ssa Maria Vicario, il percorso per l’approvazione dei requisiti necessari per l’accesso alle iscrizioni nei tribunali distrettuali come periti e CTU. Un protocollo più volte discusso e del quale attendevamo la versione definitiva che, a quanto pare, è stata finalmente siglata.

Orbene, cosa c’è di tanto eclatante in questi due protocolli (vedi allegati), che ha destato la nostra attenzione? Andiamo per gradi. Avevamo avuto modo di valutare ampiamente nel merito il primo dei protocolli siglati, ossia quello FNOPI-CSM, firmato dalla presidente Barbara Mangiacavalli, protocollo che abbiamo in più punti aspramente contestato, soprattutto per alcuni aspetti che, a nostro avviso, erano e sono del tutto incostituzionali.

Abbiamo anche scritto direttamente al CSM indicando i punti di caduta che ritenevamo degni di attenzione e di revisione. Abbiamo interpellato di nuovo direttamente la presidente Mangiacavalli, incontrandola alla presenza anche dell’avvocato della FNOPI, la quale ci aveva promesso che avrebbero specificato nel regolamento di attuazione del protocollo, destinato ai presidenti OPI, le dovute correzioni da noi indicate, ma niente di tutto questo è avvenuto.

La stessa presidente Mangiacavalli ci aveva rassicurato che i requisiti descritti all’interno del protocollo FNOPI non potevano essere derogati poiché espressamente imposti dal CSM, e quindi indiscutibili. Sapevamo, però, che in realtà il CSM non poteva aver preteso tanto e che, forse, chi aveva in realtà stilato quel protocollo, ossia il comitato della FNOPI, aveva commesso un grossolano errore, forse per eccessivo zelo o forse per ignorantia legis, tant’è che non siamo stati comunque ascoltati.

Oggi, con nostra sorpresa, dopo aver visionato attentamente i protocolli degli ordini TSRM e FNOPO, ci rendiamo conto che le cose in realtà stavano un po’ diversamente da come ce le aveva prospettate la nostra amatissima presidente. In nessuno dei due protocolli siglati, infatti, è previsto il requisito della laurea magistrale, che è stato invece indicato come inderogabile nel protocollo FNOPI. “Sorpresa!”, direte voi. Solo in parte. Sapevamo, infatti, da voci che circolavano nell’ambiente che, i presidenti dei due Ordini erano assolutamente contrari a mettere il vincolo della laurea magistrale, perché ciò avrebbe fortemente limitato la possibilità degli iscritti di fare istanza per l’accesso agli albi dei periti e dei CTU. E così è stato.

Ora, dopo aver letto dell’avvenuto accordo, abbiamo la conferma che il protocollo FNOPI-CSM è stato concepito così per volontà diretta del comitato che lo ha stilato, e non certo per responsabilità altrui. Praticamente un capolavoro di autolesionismo. Si poteva sicuramente fare molto di più. Si potevano interpellare gli esperti della materia, tutte le associazioni di categoria e persino l’AADI. Tutte cose che avrebbero potuto dare maggior lustro alla Federazione dinanzi alle istituzioni preposte, ma niente: gli infermieri meritano ciò che hanno, ne prendiamo atto.

A nostro avviso, rimane comunque, anche negli odierni protocolli, un punto che non si è voluto risolvere e che riguarda le procedure disciplinari ordinistiche, dove è palese l’incostituzionalità della previsione regolamentare, che non prevede che le procedure disciplinari si possano impugnare alla CCEPS o in Cassazione per avere un esito passato in giudicato, e quindi definitivo, della procedura. Ci rattrista il fatto che il CSM non abbia posto un veto su questo aspetto, né nel protocollo FNOPI né in quelli attuali. Una svista non di poco conto, che riguarda aspetti di diritto sostanziale e che rappresenta un vulnus mai manifestatosi prima nel panorama del diritto italiano.

In conclusione, la FNOPI si è tarpata le ali da sola. Ha masochisticamente autolimitato la libera espressione della professionalità degli infermieri, non permettendo loro l’iscrizione preso i tribunali senza il requisito della laurea magistrale, in netto contrasto con quanto invece portato avanti in modo più lungimirante dagli altri due Ordini professionali. Mai espressione più adatta era stata coniata per descrivere l’autolesionismo e il vittimismo del popolo infermieristico: “I nemici degli infermieri, sono gli stessi infermieri”.

Il direttivo AAdi

ALLEGATO 1: Accordo CSM-CNF-FNOPO
ALLEGATO 2: Accordo CSM-CNF-FNO-TSRM-PSTRP