AIILF: Prime valutazioni sul protocollo FNOPI, Consiglio Nazionale Forense e CSM

Di seguito le valutazioni del Direttivo dell'AIILF sul protocollo d'intesa firmato dalla FNOPI, Csm e Consiglio nazionale forense 

Di seguito le valutazioni del Direttivo dell’AIILF sul protocollo d’intesa firmato dalla FNOPI, Csm e Consiglio nazionale forense 


Il protocollo siglato, che dovrebbe disciplinare apertura e tenuta degli albi per periti presso i tribunali italiani, è il frutto di un lavoro intenso e lungo, al quale abbiamo anche partecipato, almeno nella fase iniziale.

Ovviamente le valutazioni, specifiche come AIILF e generali per tutto il movimento associazionistico (AIILF è membro della Consulta delle Associazioni Infermieristiche presso la FNOPI), non possono prescindere dalla lettura completa di predetto protocollo; in attesa di riceverne copia integrale, quello che come AIILF e componenti della Consulta possiamo esprimere soddisfazione per un protocollo che attendevamo da tempo, ma forte preoccupazione per alcuni aspetti che sembrerebbero mortificare una parte importante della formazione universitaria acquisita negli anni da molti infermieri: i Master Specialistici.

Dando ormai per scontata l’impossibilità a modificare il protocollo in sè, sulla scorta anche di quanto riferitoci personalmente dalla Presidente Mangiacavalli, riteniamo che la Consulta nel suo complesso, quale massimo rappresentante anche di quella parte di infermieri formatisi con Master Universitari Specialistici, debba richiedere alla FNOPI di agire laddove uno spiraglio è stato lasciato.

Il protocollo infatti, secondo quanto dichiarato dalla Presidente Mangiacavalli nell’articolo pubblicato sul sito FNOPI, è vero che prevede il possesso della Laurea Magistrale come condizione primaria per l’iscrizione agli albi CTU e periti, ma è altresì vero che nello stesso articolo viene segnalata la dicitura “salvo motivata ragione contraria” che deve essere esplicitata proprio dal possesso di master specialistico.

La FNOPI inoltre dovrà provvedere alla stesura delle linee guida operative in attuazione al protocollo stesso.

Abbiamo pertanto proposto alle altre Associazioni della Consulta di fare fronte comune e chiedere alla FNOPI di inserire in modo chiaro e netto nelle linee guida da inviare ai tribunali italiani che, laddove il candidato sia in possesso di Master Specialistico ma non di Laurea Magistrale, il titolo venga considerato equipollente ed il candidato ammesso alle valutazioni successive (percorso lavorativo, incarichi, esperienza professionale, ecc…).

Pur riconoscendo infatti la Laurea Magistrale come titolo estremamente qualificante, riteniamo altrettanto innegabile che esso rappresenti una formazione peculiare in un’ottica dirigenziale ma di scarso approfondimento per quanto riguarda la parte clinica.

Il Laureato Magistrale ha una sua specificità che può, e deve (in un futuro speriamo prossimo) indirizzarlo anche alla direzione di una intera azienda sanitaria, ma il Masterizzato ha una altrettanto valida formazione su ambiti più ristretti, specialistici e più clinici.

Dovendosi in questa ottica riconoscere la competenza peritale in ambiti, appunto, ristretti specialistici e clinici, riteniamo indispensabile ottenere, per i masterizzati di tutte le aree un giusto riconoscimento del percorso formativo e delle relative competenze acquisite nel momento in cui verranno prodotte le linee guida da parte della FNOPI.

Per i soci AIILF, di tutte le Associazioni Infermieristiche e per tutti gli infermieri masterizzati sarebbe un riconoscimento della formazione svolta ed una valorizzazione delle competenze avanzate, aspetto sul quale la FNOPI stessa ha ritenuto più volte doveroso puntare.

Se le altre Associazioni gradiranno la nostra proposta, se ne avranno di migliori, se la FNOPI intende limare i punti critici del protocollo, come sempre AIILF e’ disponibile a collaborare con chiunque ed in qualunque modo per migliorare e perfezionare la professione e la professionalità.

Presidente AIILF, infermiere Eugenio Cortigiano


N.B. La redazione di NurseTimes darà spazio a tutte le associazioni/società scientifiche che intendono dibattere sull’argomento, convinti che il coinvolgimento di tutti possa essere utile alla crescita della professione infermieristica.

Marianna Di Benedetto

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