L’allarme lanciato dal Ministero della Salute dopo aver registrato ben 12 casi di epatite colestatica, ma il numero dei casi tende a salire

Tutti i 12 casi sono finiti in ospedale con un’epatite acuta dopo aver assunto alcuni integratori a base di curcuma. Escluse sin da subito cause virali, gli esperti, studiando i vari casi e parlando con i pazienti, sono arrivati prima di tutto alla conclusione che la malattia è stata provocata da qualcosa che avevano ingerito.

Approfondendo, si è poi capito che in tutti i casi c’era un unico comun denominatore: assunzione di curcuma, in particolare di integratori a base di questa sostanza.

E’ stato il centro dell’Istituto superiore di sanità che si occupa della vigilanza sugli integratori a far scattare l’allarme. Intanto il numero dei casi sta salendo. Giovedì scorso in tutta Italia erano 9 ma in questi giorni ci sono state altre segnalazioni e si è arrivati ad almeno 12 persone colpite da epatite colestatica acuta.

Il Ministero e l’I.S.S., che hanno nominato una commissione di esperti per studiare la situazione e soprattutto per capire da dove parte la contaminazione, hanno fatto partire una serie di verifiche. Sul sito del Ministero sono stati segnalati i lotti e alcuni prodotti a base di curcuma, quasi sembra associata alla piperina (un estratto del pepe).

La situazione è particolare perché i soggetti interessati avevano assunto quasi tutti integratori di marca diversa (solo una si ripete tre o quattro volte). Visto che la curcuma, da sola, non è tossica alle dosi normalmente utilizzate in ambito alimentare, dovrebbe esserci stata una contaminazione, di natura ancora non chiara, della materia prima, che di solito si acquista in India.

Si cerca di capire se le aziende coinvolte si sono rivolte agli stessi grossisti per avere la curcuma, ma non si esclude che il problema sia all’origine, magari perché è stata usata una specie diversa della pianta della curcuma.

Gli integratori, il cui mercato è in continua espansione (con aumenti annui tra il 6 e l’8%) non sottostanno alle stesse procedure di controllo dei farmaci bensì a quelle degli alimenti, che sono più blande.

Marco Silano, direttore dell’Unità operativa Alimentazione, nutrizione e salute dell’Istituto superiore di sanità dichiara che il Ministero della Salute, attraverso le Regioni, ha iniziato il campionamento dei lotti di integratori coinvolti nei 9 casi di epatite colestatica acuta, non infettiva e non contagiosa, in seguito al consumo di curcuma.

Dopo i primi episodi “le Regioni – continua Silano – hanno sensibilizzato Asl e ospedali a dar conto di segnalazioni di possibili reazioni avverse, inoltre il ministero della Salute ha lanciato, attraverso il sistema europeo, una richiesta agli altri Stati per capire se ci sono stati eventuali casi simili”.

“La situazione ora è sotto controllo – conclude l’esperto dell’Iss – le ditte produttrici sono state sensibilizzate, e alcune hanno stabilito il ritiro volontario dei lotti”. Se il Ministero  ha invitato i consumatori a sospendere temporaneamente, a titolo precauzionale, il consumo dei lotti, “l’indicazione ai cittadini è quella di segnalare al medico eventuali disturbi, conclude Silano.

Gli integratori alla curcuma vengono assunti per vari motivi. Molte delle persone finite in ospedale li avrebbero assunti per dimagrire, visto che si ritiene, anche se ancora non ci sono studi scientifici che sostengono questa ipotesi, che attiverebbe la lipolisi.

Alla curcuma comunque vengono attribuite molte proprietà, anche anti infiammatore, sulle quali invece ci sarebbero alcuni riscontri scientifici.

Alcuni dei casi di epatite acuta colestatica si sono già risolti favorevolmente, ma l’allarme resta alto.

Tutte le informazioni sul sito del Ministero della Salute che vi riportiamo:

“Il ministero della Salute informa che l’Istituto Superiore di Sanità ha segnalato nove casi di epatite colestatica acuta, non infettiva e non contagiosa, riconducibili al consumo di curcuma e che sono in corso verifiche sul territorio da parte delle autorità sanitarie.

Gli ultimi prodotti segnalati sono :

  • Curcuma complex B.A.I. aromatici per conto di Vitamin shop
  • Tumercur Sanandrea
  • MOVART Scharper SpA stabilimento a Nichelino
  • Curcuma Meriva 95% 520mg Piperina 5 mg Farmacia dr. Ragazzi, Malcontenta
  • Curcuma “Buoni di natura” Colfiorito

che si aggiungono ai prodotti già segnalati il 10 e il 16 maggio scorsi:

  • Curcumina Plus 95%, lotto 18L823 NI.VA prodotto da Frama
  • Curcumina 95% Kline lotto 18M861 NI.VA prodotto da Frama
  • Curcumina Plus 95% piperina linea@ lotto 2077-LOT 198914 NI.VA prodotto da Frama
  • Curcumina Plus 95% piperina linea@ 18e590 NI.VA prodotto da Frama

I consumatori sono invitati a titolo precauzionale a sospendere temporamente il consumo di tali prodotti.

Sono in corso le verifiche per individuare la causa responsabile dei casi di epatite”.

In attesa delle verifiche da parte delle competenti autorità sanitarie territoriali, il Ministero raccomanda “di non consumare tali lotti”.

Redazione NurseTimes