Dopo la proposta formativa attivata a Roma, l’Università Cattolica ne propone una analoga all’ospedale Cottolengo.

Un master specialistico in Infermieristica di salute mentale e dipendenze. Oltre a quello già presente nella sede di Roma, l’Università Cattolica ha deciso di raddoppiare la proposta formativa, attivando un percorso analogo anche a all’ospedale Cottolengo di Torino. Si tratta di un’opportunità importante che l’Università ha deciso di far nascere su sollecitazione di professionisti, ma soprattutto sulla base delle necessità di poter affrontare un iter formativo essenziale per gli infermieri della salute mentale.

«Il partecipare al Master e lo specializzarsi non possono essere concepiti solo come azioni di risposta a esigenze personali dei singoli infermieri – spiega Giuseppe Marmo, docente e componente del Comitato scientifico del master –. Specializzare i professionisti è anche un investimento che chi governa i servizi può realizzare. Con la consapevolezza che il temporaneo “disservizio” determinato dall’impegno formativo dell’infermiere sarà ampiamente ripagato dalla restituzione sul campo delle competenze avanzate, acquisite dallo stesso, a esclusivo vantaggio del servizio. Formare infermieri specialisti in salute mentale è un investimento per un risultato che dovrebbe essere identificato, esplicitato, condiviso».

Il progetto di formazione è quindi finalizzato a preparare gli infermieri sia nella dimensione sanitaria ospedaliera per l’acuzie sia in quella territoriale socio-sanitaria di tipo residenziale, semi-residenziale o domiciliare. L’obiettivo è di consentire agli studenti l’acquisizione di competenze specialistiche per operare con un approccio bio-psico-sociale integrato, sviluppando capacità relazionali, di orientamento e sostegno, nonché competenze manageriali per la pianificazione e la gestione dei servizi e dei percorsi assistenziali per la persona con disagio mentale e dipendenze in tutte le fasi della vita.

«Gli infermieri sono risorse indispensabili – precisa Massimiliano Sciretti, presidente di Opi Torinoper porre in essere strategie assistenziali e organizzative innovative in un’area (quella della salute mentale) che presenta in Piemonte ancora fragilità professionali e approcci assistenziali disomogenei. Il master diventa quindi un incubatore di professionalità per fronteggiare le sfide sul lungo periodo».

«Ma anche un’esperienza di comunità – precisa Marmo –, che parte dal fatto che il disagio mentale non è solo una patologia biologica, ma è generato anche dalla comunità». Da qui la necessità di una formazione adeguata, che garantirà agli infermieri specializzati il miglioramento e l’innovazione dei servizi e dell’assistenza a vantaggio delle persone assistite. Le iscrizioni sono aperte fino al 7 novembre. Le lezioni, con tirocini personalizzati in sedi di eccellenza, partiranno a gennaio.

Redazione Nurse Times