Anche la società scientifica Italiana di Accessi Vascolari (IVAS), in un comunicato firmato dal suo presidente Prof. Baudolino Mussa, prende la distanze dal documento firmato dal presidente della Omceo di Bologna, dott. Pizza (VEDI)

Secondo il presidente della Omceo di Bologna, al centro della ribalta mediatica per aver radiato dall’Ordine diversi medici accusati di “collaborazionismo” con gli infermieri, l’atto ecografico è ambito di esclusiva competenza medica.

L’IVAS (Italian Vascular Access Society), società scientifica accreditata presso il Ministero della Salute, svolge attività di promulgazione scientifica atta alla tutela del patrimonio venoso dei pazienti, risponde con una nota del 27 novembre.

Il prof. Baudolino Mussa, Medico Chirurgo e Professore Aggregato, presso l’Università degli Studi di Torino, specialista in Chirurgia Generale è anche Direttore del master in posizionamento e gestione degli accessi vascolari a breve e lungo termine dell’università di Torino.

“In tale ambito operativo abbiamo avuto notizia della lettera del 23 ottobre 2018 – si legge nella nota – a firma del Dott. Giancarlo Pizza presidente dell’Ordine dei Medici di Bologna. In tale documento vengono espresse opinioni alquanto discutibili e non
condivisibili ne sul piano etico che scientifico.

In particolare:
1) In Italia in 10 anni sono stati impiantati circa 1.000.000 di picc di cui il 95% da infermieri con complicanze procedurali gravi così sporadiche da considerarsi a livello aneddotico. Questo a fronte di circa 14.000.000/ anno di agocannule posizionate sui pazienti italiani.
2) Esistono numerosi esempi di percorsi formativi in Italia sia a livello di formazione post laurea che a livello di ECM sull’utilizzo dell’ecografo in ambito infermieristico. Le competenze acquisite, ben lungi dal rendere il discente un radiologo, permettono l’esecuzione sicura di manovre che senza l’ecografia possono essere fonte di problematiche sia cliniche che etiche.
3) La procedura di venipuntura ecoguidata è a ponte tra la professione medica ed infermieristica in quanto già svolta, senza il supporto tecnologico dell’ecografo, da entrambe le professioni.
4) Il patrimonio venoso dei pazienti, già scarsamente tutelato, avrebbe ulteriori danni da questo atteggiamento anacronistico portando la medicina italiana a livelli assistenziali non degni di un paese europeo ed alimentando infiniti contenziosi con i pazienti. Esistono infatti innumerevoli indicazioni internazionali sulla bontà della metodica nel preservare l’integrità vascolare dei pazienti sottoposti a terapie endovenose.
Pertanto, il Presidente ed il Consiglio Direttivo dell’IVAS, a tutela della popolazione e dei pazienti, stigmatizza quanto affermato dal dott. Pizza come precedente pericoloso per l’intera comunità delle professioni sanitarie ed invita tutti ad un confronto costruttivo per promuovere la tutela della qualità di vita dei pazienti e non di un corporativismo fuori moda ed antietico”.

Invitiamo nuovamente il presidente della Fnomceo, dott. Filippo Anelli a prendere una posizione decisa che metta fine alla inutile quanto dannosa crociata portata avanti dal presidente della Omceo di Bologna e si ritorni a lavorare insieme medici ed infermieri in uno spirito collaborativo in favore della salute dei cittadini.

Giuseppe Papagni