Apnee notturne: ortodonzia spesso risolutiva

In molti casi l’ortodontista può diagnosticare e somministrare interventi terapeutici specifici contro le Osas.

Russare, quasi tutte le notti, non è solo un problema degli adulti. In Italia fino al 20% dei bambini sono “russatori abituali” e il disturbo può avere gravi conseguenze a livello cognitivo, comportamentale e di apprendimento scolastico. Un ruolo sempre più importante, e spesso risolutivo, è quello svolto dall’ortodontista, che può diagnosticare e somministrare interventi terapeutici specifici.

È quanto hanno evidenziato gli oltre 1.400 specialisti che sabato scorso hanno partecipato al convegno online “Il ruolo dell’Ortodonzia nel trattamento delle OSAS”. L’evento è stato al centro dell’ultima giornata del 51° Congresso Internazionale della Sido (Società Italiana di Ortodonzia), dal titolo Contemporary Orthodontics and Future Trends. I lavori si sono aperti con la relazione di uno dei massimi esperti mondiali su questo tema, il professor Carlos Flores Mir (Università di Alberta, Canada).

“Da diversi anni ci stiamo concentrando sui collegamenti tra la nostra disciplina medica e le Osas, la sindrome delle apnee ostruttive del sonno – commenta il dottor B. Giuliano Maino, presidente nazionale Sido –. Sappiamo che vi sono strette relazioni anatomiche tra la posizione e la anatomia dei mascellari e il malfunzionamento delle vie aeree. Siamo specialisti che attraverso controlli periodici su giovani pazienti possiamo riconoscere i sintomi delle Osas, dare il giusto peso agli episodi di russamento, monitorare un corretto sviluppo dei mascellari e applicare appositi dispositivi orali”.

Prosegue Maino: “Le due parole d’ordine per un contrasto efficace all’Osas devono essere: multidisciplinarietà e personalizzazione delle cure. Il bambino deve essere preso in carico da una squadra composta da diversi specialisti in quanto esistono molte opzioni terapeutiche a disposizione. L’ortodontista grazie alle sue competenze si trova nella posizione ottimale per svolgere il compito di regista e coordinatore di questo team. Questo vale soprattutto per i controlli di follow up che sono fondamentali per verificare il successo o meno di un trattamento. Nei nostri studi e ambulatori  riscontriamo sempre più la necessità di una personalizzazione della terapia per ottimizzare i risultati e per migliorare la qualità della vita del paziente. Grazie ai dispositivi ad avanzamento mandibolare possiamo garantire buoni risultati. Bisogna però individuare le singole caratteristiche del paziente che ci possono guidare a personalizzare l’apparecchio ad appoggio dentale”

.

E ancora: “L’Osas può essere molto pericolosa in età pediatrica. Di solito si manifesta in modo differente rispetto agli adulti e comunque può avere effetti molto negativi come peggioramento del comportamento, irritabilità, problemi neuro-comportamentali, difficoltà nell’apprendimento e minore attenzione. Quindi è un problema di salute molto serio e non deve essere sottovalutato perché può rendere molto difficili gli anni dell’infanzia. Ci sono studi che sembrano confermare che nei pazienti in crescita gli effetti prolungati della Osa possono portare ad una compromissione delle capacità cognitive e questo ci deve seriamente allarmare. Invitiamo quindi tutti i genitori che riscontrano disturbi respiratori nei propri figli a sottoporli a visite e controlli anche con l’ortodontista”.

Redazione Nurse Times

Redazione Nurse Times

Leave a Comment
Share
Published by
Redazione Nurse Times

Recent Posts

Asp Reggio Calabria: concorso per 77 infermieri

Con la delibera n°37 del 14/01/2021 l'ASP di Reggio Calabria indice un concorso pubblico a…

6 ore ago

Cellule staminali tumorali e resistenza alle terapie

In molti tumori identificata la presenza di cellule neoplastiche dotate di cellule staminali tumorali (Cancer…

7 ore ago

Infermiere specialista nel rischio infettivo: l’Acinetobacter baumannii

Acinetobacter baumannii e rifabutina: il farmaco per la tubercolosi uccide il superbatterio farmaco-resistente. Lo studio…

8 ore ago

Cellule cancerose vanno in letargo, così resistono alla chemioterapia

Le cellule cancerose sono in grado di ibernarsi quando una minaccia come il trattamento chemioterapico…

9 ore ago

Conseguenze del fumo nei pazienti con Crohn e colite ulcerosa

I pazienti con malattia infiammatoria cronica intestinale (IBD) che fumano sigarette o che le hanno…

10 ore ago

Il suicidio aumenta in pandemia. Chiusa la psichiatria del Fabio Perinei-Ospedale della Murgia.

La psichiatria dell'Ospedale della Murgia ha chiuso da diverse settimane per fare posto a un…

10 ore ago