Trattasi di un’applicazione per smartphone che, regolarmente prescritta dal medico e unita ai trattamenti standard, aiuta i pazienti con “disturbo da uso di sostanze”

Si chiama ‘Reset’ è stata sviluppata negli Usa ed è un chiaro esempio di come le applicazioni per smartphone, in un prossimo futuro, potrebbero diventare un efficace strumento di cura.

Grazie a tale programma, ideato per aiutare le persone con “disturbo da uso di sostanze” (dipendenza e abuso di alcol o droghe), il paziente risponde ciclicamente a una serie di domande su quanto forte è il suo desiderio di assumere la sostanza che gli causa dipendenza e quali sono le sue emozioni, come la rabbia, la solitudine e la ‘pressione sociale’ provata in certe situazioni.

Quindi, grazie a un’interfaccia visiva dedicata al medico (che può monitorare il suo stato di salute) riceve assistenza in tempo reale. Ma non solo, perché è la app stessa a inviare anche una terapia cognitivo comportamentale per far sì che il paziente rimanga in astinenza ed eviti di abbandonare il trattamento.

La sicurezza e l’efficacia di questo nuovo strumento, Approvato dalla Food and Drug Administration, sono state validate all’interno di uno studio clinico randomizzato, come avviene per i farmaci veri e propri.

È stato preso in considerazione un campione 507 partecipanti con disturbo da uso di sostanze, per una durata di 12 settimane. A un gruppo di pazienti è stato somministrato un trattamento tradizionale (basato sull’assistenza vis-à-vis), mentre a un altro gruppo è stata erogata un’assistenza dal vivo ridotta con l’aggiunta della terapia digitale Reset.

Le persone trattate con l’App, sono risultate essere le più ‘diligenti’: l’astensione dalla sostanza alla base della dipendenza è infatti stata più alta e più a lungo termine rispetto all’altra porzione di pazienti.

Scendendo più nel dettaglio: tra la nona e la dodicesima settimana di trattamento, la percentuale di pazienti che avevano utilizzato anche la App e che erano riusciti a non assumere le sostanze per tutto il periodo (parliamo di cocaina, alcol o marijuana) era pari al 58.1%, ovvero quasi il doppio rispetto a quella dell’altro gruppo, pari al 29.8%.

Reset, approvata per l’uso, ma che non è ancora disponibile sul mercato, sarà perciò trattata come i farmaci ‘normali’ e sarà regolarmente prescritta dal medico. Rientra infatti fra le “prescription digital therapeutics”, cioè quelle terapie digitali, in particolare app mediche, che sono state studiate e approvate nella sperimentazione clinica e che devono essere prescritte da un professionista del settore.

Non è in assoluto la prima approvata dalla Fda e che richiede la prescrizione, ma Reset è ‘unica’ in quanto rappresenta essa stessa una terapia, a differenza di altre app che servono per migliorare la gestione della malattia, ma che non rappresentano di per sé un trattamento.

Alessio Biondino