È stata presentata alla Camera dei Deputati la proposta di legge per l’istituzione del “congedo mestruale” ovvero la possibilità per le donne che soffrono di dismenorrea di usufruire di tre giorni di riposo al mese durante i giorni mestruali.

La proposta è stata realizzata dalla deputata Romina Mura, prima firmataria, che lotta per tutelare tutte le donne lavoratici affette da dismenorrea, ovvero mestruazione dolorosa.

Romina Mura

I dati riguardanti la situazione delle donne italiane sono allarmanti: secondo la relazione allegata alla proposta di legge una percentuale di donne che oscillerebbe tra il 60% e il 90% sarebbe affette da dismenorrea.

La percentuale di assenza delle lavoratrici è compresa tra il 13% ed il 51% mentre tra le adolescenti in età scolastica sarebbe compresa tra il 5% ed il 15%.

La particolare condizione che affligge molte donne è stata ampiamente dibattuta negli Stati Uniti ed alcune aziende americane hanno già inserito nel loro statuto l’esenzione dal lavoro per le impiegante nei giorni di picco del ciclo mestruale.

Analizziamo in dettaglio quanto previsto dalla proposta di legge:

  1. La donna affetta da dismenorrea, previa certificazione rilasciata da un medico specialista debitamente presentata al datore di lavoro, avrà diritto all’astensione dal lavoro per un massimo di tre giorni al mese.
  2. La certificazione medica avrà durata annuale. Dovrà essere rinnovata entro il 31 dicembre e presentata al datore di lavoro entro il 30 gennaio dell’anno successivo.
  3. La donna che dovesse usufruire del congedo mestruale riceverà il 100% della retribuzione giornaliera per un massimo di 3 giorni al mese.
  4. Il congedo mestruale non potrà essere equiparato ad altre cause di impossibilità della prestazione lavorativa e indennità spettante alla donna lavoratrice e non potrà essere computato economicamente, né a fini retributivi né contributivi, all’indennità per malattia.
  5. Il congedo mestruale sarà applicabile alle lavoratrici con contratti di lavoro subordinato, o parasubordinato, a tempo pieno o parziale, sia a tempo indeterminato, che determinato o a progetto.

Simone Gussoni

Fonti: Repubblica, Studio Cataldi.