L’iter è avviato: i primi saranno i 35 indagati dell’ospedale di Molfetta, che riceveranno le lettere di licenziamento a inizio d’agosto. Poi, subito dopo Ferragosto, toccherà ai 46 dell’ospedale di Monopoli. Dopo arresti e sospensioni dal servizio, stanno infatti per scattano i licenziamenti.

Una strada a senso unico, imboccata dalla Asl di Bari dopo che due distinte inchieste giudiziarie hanno fatto emergere il fenomeno dell’assenteismo. Piccolo o grande, in questo momento non importa: la legge, infatti, prevede il licenziamento immediato. È l’effetto delle ultime modifiche al
Testo unico del pubblico impiego in tradotte nel 2017 da uno dei decreti Madia: al dipendente pubblico che viene colto in flagranza di reato, come è successo a Monopoli e Molfetta, va intimato il licenziamento senza preavviso. Nelle due vicende di Monopoli e Molfetta, la truffa è stata scoperta in flagranza, è prevista anche la sospensione cautelare senza stipendio.

Una norma durissima, che inverte il normale iter: non è più necessaria la condanna preventiva, il licenziamento scatta prima ed è l’unica sanzione disciplinare possibile. La legge, infatti non prevede gradazioni, neanche per tenere conto del fatto che ad alcuni degli arrestati di Monopoli è stato contestato di aver “rubato” 5 ore di servizio in quattro mesi.

Potrà essere solo il giudice del lavoro ad entrare nel merito della gravità dei fatti contestati, ma solo dopo che il licenziamento sarà stato intimato.
La Asl di Bari ha già avviato il procedimento disciplinare che riguarda l’indagine della Procura di Trani sull’ospedale di Molfetta, indagine che ha portato a 12 arresti ai domiciliari e 6 interdizioni. Il direttore generale Antonio Sanguedolce ha acquisito il fascicolo dal procuratore Antonino Di Maio e lo ha trasmesso all’ufficio procedimenti disciplinari della Asl. La legge prevede la contestazione dei fatti alle persone coinvolte, che hanno 15 giorni per presentarsi o depositare memorie, dopodiché deve essere irrogata la sanzione prevista che – come detto – nei casi di truffe sull’orario di lavoro è una sola: il licenziamento. Stesso discorso per l’inchiesta che riguarda l’ospedale di Monopoli.

Oltre al licenziamento, è prevista la trasmissione degli atti alla Corte dei conti per il recupero delle eventuali somme riscosse illecitamente e per la contestazione del danno d’immagine alla Asl.

Insomma nessuno sconto per i furbetti del cartellino.

Redazione NurseTimes