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Gli infermieri non possono guidare le automediche

L’ordine degli infermieri sostiene la battaglia della professionista che si è rifiutata di guidare un’automedica. La donna aveva chiesto l’applicazione di una legge della regione Toscana che riguardava proprio questo genere i mansione. Si annuncia che da settembre altri infermieri faranno la stessa scelta.

L’episodio scatenante è quello occorso qualche settimana addietro, un’altra infermiera, per aver provocato un incidente, mentre si trovava alla guida di un auto medica, era stata condannata dal Tribunale di Massa Carrara a 2 anni di reclusione, al pagamento di una multa di 6 mila euro, ed alla sospensione della patente.

Una sentenza eccessiva per una pratica, quella di guidare l’automedica, non prevista dal contratto, né dal profilo professionale, e quindi abusiva.

Intanto, il direttore del dipartimento infermieristico dell’Asl Toscana Nord Ovest Mirco Gregorini (riporta il Tirreno) chiarisce che la disposizione da lui firmata nei confronti dell’infermiera riguarda una limitazione nella rotazione delle sedi nelle quali già è operativa l’infermiera. La decisione rispetterebbe la volontà di voler sospendere la “decennale presenza alla guida delle automediche”, infatti “nella disposizione si specifica che l’infermiera dovrà prestare servizio esclusivamente sull’ambulanza infermieristica e sull’automedica di Peccioli, dove è presente l’autista”.

Il dirigente spiega, inoltre, che l’Asl sta partecipando a tutti i passaggi istituzionali a livello regionale per la messa a punto del regolamento attuativo per quanto riguarda la presenza di un soccorritore nelle automediche.

Ma Nursind parla di discriminazione dei confronti dell’infermiera. Alla dipendente sono stati tolti 6 turni di automedica ed è peggiorata la sua turnazione. Il fatto le procurerebbe un danno economico. Il Nursind è pronto a fare un esposto alle Procure affiché sia valutata la responsabilità dei dirigenti.

Questa vicenda, intanto, porta alla luce il fatto che la automediche vengano guidate da un personale non preparato, ma, invece, da professionisti della sanità. La situazione però rimane la stessa per ora, tranne che per l’infermiera che va incontro a una denuncia per comportamento antisindacale.

Cristiana Toscano

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