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Bimbi legati nelle culle e ricoperti di escrementi: l’infermiera era andata a bere un caffè

Una vicenda alquanto spiacevole è stata denunciata dalla mamma di due gemellini di 5 mesi ricoverati in una struttura ospedaliera di Zagabria. Ana Trescec, mamma…

Una vicenda alquanto spiacevole è stata denunciata dalla mamma di due gemellini di 5 mesi ricoverati in una struttura ospedaliera di Zagabria.

Ana Trescec, mamma croata 39enne, facendo ritorno in corsia avrebbe ritrovato i propri bimbi legati al lettino con delle strisce di stoffa e con i vestitini ed i pannolini sporchi di feci e urine.

Dopo aver atteso che l’infermiera facesse ritorno in corsia, avrebbe ricevuto un’incredibile giustificazione dalla professionista: “Sono andata a prendere un caffè e avevo pensato di legarli poiché erano agitati”.

Durante il confronto, in risposta alle accuse riguardanti i pannolini stracolmi, l’operatrice avrebbe risposto con la seguente frase: «Non posso sedermi con loro e cambiarli ogni cinque minuti».

I gemelli erano stati ricoverati in ospedale a causa di una forte infezione da rotavirus, che ha causato loro frequenti scariche diarroiche che avrebbero potuto sfociare in gastroenterite.

La responsabile della clinica, Alemka Markotic, si è scusata per la risposta e il comportamento dell’infermiera, rassicurando i famigliari sulla qualità delle cure fornite ai piccoli pazienti.

Il Ministero della Salute croato ha comunque annunciato un’ispezione nell’ospedale dopo che le foto dei gemelli sono apparse sui media locali. Ana, che ha anche una figlia che soffre di grave epilessia, ha scattato le foto ai bambini per dimostrare ciò che aveva visto.

L’infermiera si sarebbe giustificata specificando come i bambini fossero legati in quel modo proprio perché soggetti a frequenti crisi epilettiche.

Simone Gussoni

Fonte

Dott. Simone Gussoni

Il dott. Simone Gussoni è infermiere esperto in farmacovigilanza ed educazione sanitaria dal 2006. Autore del libro "Il Nursing Narrativo, nuovo approccio al paziente oncologico. Una testimonianza".

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