“Quando siamo arrivati il piccolo stava davvero male. Facevo fatica a sentire il respiro».

Riccardo Berchielli, presidente di «Mare sicuro», di professione infermiere con oltre 25 anni di esperienza, è stato il primo a prestare soccorso al bimbo, coadiuvato da Andrea Loni, bagnino dell’Oasi Marco Polo.

A rischiare di annegare è stato un bambino di soli 5 anni di origini pakistane.

«E’ successo a circa 200 metri dall’Oasi dove ero con Andrea», racconta Riccardo.

Potrebbe essersi trattato di un malore improvviso.

«Lo abbiamo già trovato a riva dove lo avevano portato, ma aveva bevuto molto. C’era una ragazza della Repubblica Ceca, Linda, con lui, anche lei bagnante, che lo stava massaggiando. Abbiamo proseguito con le manovre, a un certo punto, finalmente, ha cominciato a rigettare l’acqua».

Un’autentica catena di soccorsi si è attivata in pochi secondi. Oltre all’infermiere ed il bagnino sono successivamente giunti a prestare aiuto anche il vigile del fuoco Massimo Giuliani, il medico dell’Usl Alessandro Di Sotto, un’altra infermiera e la capitaneria di porto.

La mamma e la sorellina della bimba, in preda alla disperazione, si sono tranquillizzata solamente quando il piccolo ha ricominciato a respirare.

Nel frattempo il 118 è stato allertato. In pochi minuti è giunta sul posto l’ambulanza della Pubblica assistenza di Migliarino. A bordo una squadra di soccorso, formata da volontari, giunta sul posto a meno di 5 minuti dalla chiamata del 118

«Il piccolo, pian piano, ha ripreso a respirare», prosegue Berchielli.

Vista la delicatezza della situazione, la centrale operativa ha optato per l’invio dell’elisoccorso Pegaso. Il bimbo è stato trasportato all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze in codice rosso.

Solo i soccorsi immediati prestati dall’infermiere hanno evitato che il pomeriggio finisse in una grande tragedia.

«Al termine dell’intervento – aggiungono i soccorritori – siamo andati tutti insieme a bere qualcosa. Eravamo noi stessi senza fiato. La situazione iniziale era davvero brutta e, quando ci hanno detto dopo un po’ che il bambino si stava riprendendo e stava meglio, abbiamo sentito un grande sollievo». «Sembra essere stato un malore, una congestione, ma purtroppo, in generale, – mette in allerta Berchielli – a Marina di Vecchiano ci sono tante buche, bisogna stare attenti e, a volte, si formano correnti strane. Chi è del posto lo sa, la costa vecchianese può essere insidiosa».

Simone Gussoni