Biotestamento, Speranza firma il decreto istitutivo della banca dati nazionale Dat

Il ministro della Salute dà l’ok all’introduzione nell’ordinamento italiano delle disposizioni anticipate di trattamento. Ora tocca al Parlamento compiere l’ultimo passo. "Ho appena firmato il…

Il ministro della Salute dà l’ok all’introduzione nell’ordinamento italiano delle disposizioni anticipate di trattamento. Ora tocca al Parlamento compiere l’ultimo passo.

“Ho appena firmato il decreto sulla banca dati nazionale per le disposizioni anticipate di trattamento (Dat). Con questo atto la legge approvata dal Parlamento è pienamente operativa e ciascuno di noi ha una libertà di scelta in più”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha annunciato la firma della misura che dà piena attuazione alla legge sul biotestamento, approvata dal Parlamento a fine 2017. La legge 22 dicembre 2017, n. 219 ha introdotto nell’ordinamento italiano le disposizioni anticipate di trattamento (Dat), e l’articolo 1, commi 418 e 419 della legge del 27 dicembre 2017, n. 205 ha previsto l’istituzione presso il ministero della Salute della banca dati destinata alla registrazione delle Dat. Il decreto regolamentare, firmato dal ministro, definisce i contenuti informativi della banca dati, i soggetti che concorrono alla sua alimentazione, le modalità di registrazione e di messa a disposizione delle Dat, le garanzie e le misure di sicurezza da adottare nel trattamento dei dati personali nel rispetto dei diritti della persona, le modalità e i livelli diversificati di accesso alla medesima banca dati. Il provvedimento, con relativo disciplinare tecnico, ha concluso il previsto iter amministrativo, che ha visto, tra l’altro, l’acquisizione del parere del Garante per la protezione dei dati personali, l’intesa in Conferenza Stato-Regioni e il previsto parere del Consiglio di Stato. La banca dati Dat sarà alimentata con le Dat raccolte dagli ufficiali di stato civile dei Comuni di residenza dei disponenti, dai notai e dalle Regioni che abbiano regolamentato con proprio atto la raccolta di copia delle Dat. Anche i cittadini italiani residenti all’estero potranno far pervenire la propria Dat alla banca dati nazionale per il tramite delle rappresentanze diplomatiche o consolari italiane all’estero. Potranno accedere alla banca dati nazionale Dat i medici che hanno in cura il disponente/paziente in situazione di incapacità di autodeterminarsi, il fiduciario (indicato dal medesimo disponente) e il disponente stesso, tramite identificazione con il Sistema pubblico di identità digitale (Spid), che garantisce la sicurezza dell’accesso. La banca dati nazionale Dat garantirà il trattamento dei dati e le misure di riservatezza e sicurezza
in conformità con il Codice in materia di protezione dei dati personali, modificato e integrato in coerenza con il regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016 (GDPR). Le Dat precedentemente depositate presso Comuni, notai e rappresentanze diplomatiche o consolari italiane all’estero saranno acquisite nella banca dati nazionale entro sei mesi dall’attivazione della stessa. Plaudono i partiti e i movimenti che si sono battuti per questa misura. “Dopo 17 mesi di violazione della legge da parte del ministero della Salute – dice Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni, siamo ora lieti di poter ringraziare il ministro Speranza per la firma del decreto istitutivo della banca dati nazionale delle Dat, uno strumento utile per rendere pienamente applicativi i testamenti biologici su tutto il territorio nazionale”. Per questo decreto l’Associazione aveva prima diffidato il ministero della Salute, poi aveva fatto ricorso al Tar Lazio. La prima udienza si sarebbe dovuta tenere il 16 dicembre 2019. Erano ormai 10mila le persone firmatarie dell’appello per l’istituzione della banca dati, indirizzato prima all’ex ministro Giulia Grillo e successivamente a Roberto Speranza. “Le Dat depositate presso i Comuni o i notai – continua Gallo – saranno finalmente immediatamente consultabili dai medici in caso di bisogno, in qualsiasi struttura sanitaria del territorio nazionale. Per completare l’applicazione della legge 219/2017, ora il ministero della Salute, le Regioni e le aziende sanitarie rispettino l’articolo 4 comma 8 della legge 219, laddove indica che questi devono provvedere a informare della possibilità di redigere le Dat”. Per Massimiliano Iervolino, segretario di Radicali Italiani, si tratta di un sostanziale passo avanti nella libertà di scelta sul fine vita: “Ora tocca al Parlamento compiere l’ultimo passo: discutere e decidere in merito alla legalizzazione e regolamentazione dell’eutanasia, per consegnare nelle mani di ciascun cittadino la possibilità di scelta. La nostra proposta di legge di iniziativa popolare, consegnata con la firma di ormai oltre 130mila cittadini, attende di essere portata in aula”. Redazione Nurse Times Fonte: la Repubblica    
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