Dal sindacato: “Parte del fondo per la produttività è destinato a chi coordina progetti. E noi?”.

È di questi giorni la notizia che l’ospedale San Maurizio di Bolzano ha dovuto togliere letti in alcuni reparti per carenza di infermieri. In forte sofferenza, oltre a Ortopedia e Rianimazione, anche Medicina, che rischierebbe tra maggio e giugno la chiusura di ulteriori 8/10 posti letto.

«E come se non bastasse – dice Massimo Ribetto, del sindacato infermieristico Nursing Up, ai sindacati è appena pervenuta una proposta della direzione che punta a utilizzare parte del fondo destinato alla produttività per premiare poche persone che hanno coordinato progetti aziendali. Siamo concordi nel riconoscere la responsabilità di chi inventa, crea e coordina un progetto, ma resta avvilente che non si trovino le risorse per riconoscere anche la professionalità nella misura adeguata di tanti professionisti che svolgono turni massacranti, saltano ferie, riposi, che hanno tra le mani la vita del paziente, e che infine sono anche oberati… di progetti aziendali».

Ribetto dice che la carenza di personale è drammatica: «Nel 2018, su 70 infermieri che hanno finito il corso, solo 35 hanno fatto domanda di assunzione nella nostra Asl. E si fatica a trovare personale al di fuori dell’Alto Adige anche a causa anche del patentino. Nelle corsie di molti reparti gli infermieri “grondano” sangue e sudore, e sono costretti a svolgere attività che non li riguardano direttamente, visto che mancano anche gli oss, oltre ad altro personale di supporto. In questo quadro succede che in Austria, Svizzera, Inghilterra e numerosi altri Paesi, gli stipendi per gli infermieri e per tutte le professioni sanitarie siano più alti. Basti pensare che in Germania, dopo una settimana di sciopero, è stato firmato un aumento mensile di 240 euro, retroattivo. Da noi sembra che l’Azienda non voglia rendersi conto di quel che succede altrove. E al tavolo della trattative tuttora in corso per il rinnovo del contratto provinciale dei dipendenti della sanità, dalle ultime proposte pervenute dalla delegazione pubblica, sembra che non si punti ad alcun riconoscimento economico».

Prosegue il sindacalista: «Non si vuol prendere affatto in considerazione di valorizzare la professionalità e le responsabilità dei professionisti sanitari e dei loro coordinatori. Per contro, è invece certo che in un prossimo futuro il plus orario, che attualmente viene svolto al 69% da professioni come infermieri, tecnici di radiologia, laboratorio e altri professionisti, dovrà essere abbandonato. E la prospettiva è pessima perché, anche se verranno eliminate queste ore, il lavoro non diminuirà, ma i professionisti perderanno da 100 fino a 700 euro lordi al mese. Un fatto del tutto paradossale e contrastante con quanto accade nel resto d’Europa e del mondo. Come se non bastasse, poi, in un clima di sfiducia e di paura che investe tutto il personale sanitario, si premiamo sempre gli stessi».

Concludendo: «Siamo in pochi e, come ben noto, in troppi reparti non ce la facciamo. Prendiamo Ortopedia. A regime la notte avevamo 4 infermieri, poi scesi a 3 più un assistente, poi a 3 e adesso addirittura a 2 più un solo oss. Ovvio che in queste condizioni chiudano stanze. Il fabbisogno calcolato del reparto è di 37,5 infermieri, ma a tutt’oggi sono circa in 25 con la caposala. Il problema non è estemporaneo ma strutturale, e la risposta è solo politica. Sono mesi, se non anni, che andiamo ripetendo le stesse cose, che non trovano soluzioni. Invece, con lo stesso persona palesemente sottostimato, aprono nuovi servizi». E intanto premiano gli altri.

Redazione Nurse Times

Fonte: Alto Adige