L’anno 2019 si è concluso con alcune importanti novità dal punto di vista sanitario, una su tutte è stata l’ampia diffusione dello scanner Butterfly Iq sulle ambulanze di molti paesi al mondo.

A raccontare l’esperienza vissuta utilizzando il ridottissimo ecografo portatile è stato un operatore del Great North Air Ambulance Service (GNAAS).

Il parere sul dispositivo Butterfly Iq è stato rilasciato dal paramedico Lee Salmon, il quale ha avuto la possibilità di usarlo numerose volte:

“Attualmente la maggior parte dei miei colleghi preferisce utilizzare dispositivi molto più costosi, meno resistenti e di vecchia generazione, se paragonati a questo scanner ad ultrasuoni. Sebbene questi dispositivi obsoleti permettano un grado di comprensione maggiore in pazienti che presentano quadri clinici complessi, il nuovo Butterfly Iq rappresenta il top di gamma dal punto di vista tecnologico risultando estremamente efficace per effettuare una prima diagnosi clinica in qualsiasi tipologia di paziente”.

Puoi spiegarci brevemente cosa sia in grado di fare?

“Questo dispositivo cambierà i protocolli di medicina pre-ospedaliera che adotteremo in futuro. Quando lo utilizzo per un paziente, riesco ad inviare onde sonore ad altissima frequenza nei tessuti del paziente. Queste poi tornano indietro permettendoci di interpretare l’immagine ottenuta per formulare un piano di assistenza e cura del paziente critico.”

Quale è il suo funzionamento?

“È estremamente complesso spiegare tecnicamente il suo funzionamento, cercare di illustrarlo nei particolari non è affatto semplice. La tecnologia ad ultrasuoni che utilizza è una versione avanzata di quella tradizionale. Ciò permette all’utilizzatore di apportare modifiche al software rendendolo perfettamente compatibile ad ogni distretto corporeo o vaso sanguigno.”

È complesso da utilizzare?

“È molto più semplice da utilizzare di un qualsiasi altro ecografo a disposizione sulle nostre ambulanze anche se occorre molta pratica per iniziare a comprendere le immagini che si ottengono.”

Perché dovresti utilizzare questo dispositivo in una situazione di urgenza?

“Storicamente questi apparecchi venivano utilizzati solamente per diagnosticare stati di gravidanza. Tale tecnologia è stata poi utilizzata nel corso degli anni in molti altri modi per aiutare ad effettuare una diagnosi precoce di una problematica urgente, permettendo un trattamento veloce.”

Che tipo di lesione, tale da giustificare l’acquisto di questo device, puoi individuare in un paziente?

“Può essere usato per osservare diversi apparati ed organi. Ho potuto utilizzarlo per individuare emorragie e versamenti. Permette inoltre di comprendere se gli organi respiratori stiano funzionando correttamente o se sia presente aria dove non dovrebbe esserci.”

Quanto è costato acquistare questo dispositivo?

“Il kit composto da un singolo scanner costa 2.000 sterline (circa 2.350 euro). A questo occorre connettere un iPad Mini non incluso. Bisogna poi acquistare la licenza per l’utilizzo del software pagando una licenza di 10.000 sterline (circa 11.700 euro). Questa spesa permette di poter utilizzare su tutte le nostre ambulanze i dispositivi Butterfly Iq.”

Pensi che l’introduzione di questo dispositivo abbia cambiato il modo di lavorare degli operatori dell’emergenza sanitaria?

“Non ancora, ma sono sicuro che lo farà. È possibile avere una quadro clinico più chiaro permettendo di comprendere cosa stia accadendo al nostro paziente dal punto di vista fisiologico.”

Pensi che l’impiego di questo dispositivo possa fare la differenza tra la vita e la morte?

“Assolutamente si. Poter identificare un tamponamento cardiaco rapidamente è essenziale come localizzare una bomba ad olorogeria con un timer impostato a 60 secondi. Ho personalmente già salvato la vita di un paziente che si presentava cosciente, vigile ed orientato ma che presentava un tamponamento cardiaco. È stato rapidamente sottoposto ad un intervento chirurgico a cuore aperto. A distanza di alcuni mesi il paziente è a casa e gode di buona salute.”

Dott. Simone Gussoni