Si cercherà di identificare le alterazioni genetiche indispensabili per l’oncologia di precisione.

Si chiama Next Generation Sequencing (Ngs) ed è la tecnologia alla base del test per la profìlazione genomica, che permette di costruire la “carta di identità” molecolare di ogni tumore, identificando le alterazioni genetiche e i meccanismi indispensabili per l’oncologia di precisione. La nuova frontiera della diagnostica cambierà il paradigma delle cure, con terapie non più legate all’organo colpito dal tumore, ma personalizzate sulla mutazione genetica evidenziata dal test e che può nascondersi in tante neoplasie.

È su queste basi che parte lo studio clinico “Rome – From Histology lo largel”, presentalo a Roma in occasione del congresso Implementing Precision Medicine In Cancer Care 2019. La ricerca sarà condotto dalla Fondazione per la Medicina di Precisione (Fmp) insieme all’Istituto superiore di sanità. Lo studio ha proprio l’obiettivo di valutare l’efficacia della terapia “target” guidata dalla profìlazione genomica rispetto allo standard di cura. Si tratta di uno studio prospettico di fase 11 controllato randomizzato a due bracci, che coinvolgerà 52 centri di eccellenza nel territorio italiano e circa 1.200 pazienti con tumori del polmone, della mammella, del tratto gastroenterico (esclusi i tumori del colon retto) e tumori rari in progressione a un trattamento standard.

Con il supporto di Roche, che fornirà gratuitamente i test per la profìlazione genomica di Foundation Medicine, sarà possibile, nell’ambito dello studio clinico, mettere a confronto gli standard di cura finora utilizzati con la target therapy. Grazie ai test di profìlazione genomica sarà inoltre possibile identificare la mutazione che guida il tumore di ogni paziente e raccomandare, attraverso un gruppo interdisciplinare in cui siano integrate le competenze oncologiche, di anatomia patologica, e di esperti bioinformatici e di genomica (il cosiddetto Molecular tumor board), la più appropriala terapia “target”, indipendentemente dall’indicazione terapeutica dei tarmaci identificati.

La quantità e complessità delle informazioni derivanti dall’analisi molecolare del tumore rende necessario registrare i dati. Le piattaforme digitali attualmente disponibili permettono non solo di registrare i dati di sequenziamento per ciascun paziente, ma anche di correlare queste informazioni ai dati di letteratura scientifica, ai trial clinici a disposizione o a eventuali allocazioni off-label potenzialmente associati a alle alterazioni molecolari identificale.

“Grazie alla caratterizzazione di quelle che sono le specificità di ogni singolo paziente, è possibile offrire loro percorsi terapeutici sempre più personalizzati. La ricerca clinica, e in particolare lo studio presentato oggi, si muove infatti verso l’identificazione di mutazioni che possono essere bersaglio di una specifica soluzione terapeutica, indipendentemente dalla sede da cui nasce il tumore”. Così Paolo Marchetti, presidente nazionale della Fondazione per la medicina personalizzala (Fmp), tra i relatori dell’evento e direttore del reparto dell’Uoc Oncologia B dell’Azienda Policlinico Umberto I.

Redazione Nurse Times

Fonte: PharmaKronos