Il collega si divide tra gli impegni alla Usl Toscana Centro e quelli con la Oversea Orchestra.

La colonna sonora che accompagnerà il Congresso Ipasvi 2018 sarà eseguita da un compositore di tutto rispetto. A realizzarla provvederà infatti Filippo Martelli, stimato musicista, direttore della Oversea Orchestra e infermiere in servizio al laboratorio di Tossicologia clinica e Antidoping della Usl Toscana Centro. Scopriamo chi è l’artista che accompagnerà le tre giornate in programma a Roma tra il 5 e il 7 marzo, attraverso questa intervista pubblicata sul sito Ipasvi.it.


Filippo Martelli, si definisce più un infermiere musicista o un musicista infermiere?

Sinceramente, la carriera musicale mi ha accompagnato per tutta la vita e continua farlo. Devo ammettere che le competenze che ho in campo musicale superano di gran lunga quelle infermieristiche, per quanto mi dedichi al mio lavoro, ogni giorno, con la stessa passione.

Credo si tratti di due professioni che, da un punto di vista del “sentire”, direi da un punto di vista emozionale, si somigliano molto, e mi ritengo assai fortunato ad aver avuto l’opportunità di potermi occupare di entrambe. Certo, il lavoro musicale, negli anni, si è ridotto in termini di frequenza; ma quello infermieristico, altrettanto importante e utile per tante persone, è per me motivo di enorme soddisfazione.

Sono convinto che quanti riescono a esercitare professioni diverse, ma che necessitano di una vera vocazione, siano da ritenersi fortunati e, pertanto, vi si debbano dedicare con ancora più convinzione. Io sono un infermiere e un musicista. E me ne vanto!

Si è meravigliato che i vertici della Federazione abbiano preferito rivolgersi a lei e non a un musicista a tutto tondo per creare la sigla ufficiale del Congresso nazionale Ipasvi?

Francamente non me l’aspettavo. Ma, ovviamente, ne sono lusingato ed onorato. Credo che la scelta di affidare la parte musicale a un musicista che fa parte anche del mondo infermieristico sia giusta e coerente in relazione al nostro Congresso. È bello che ci sia la possibilità di mettere in evidenza anche altre peculiarità di quanti vivono della professione infermieristica. Penso sia importante mettere a disposizione se stessi e quello che sappiamo fare oltre la professione specifica. Si tratta di un importante arricchimento reciproco.

Che poi abbiano fatto bene ad affidare proprio a me il mandato musicale è un’altra questione. Ma non spetta a me giudicare. Per ora mi sembrano tutti soddisfatti dei primi provini, perciò sono contento e orgoglioso. Io posso solo dire di aver dato il massimo, mettendo in campo più il mio curriculum musicale che quello infermieristico. Ma, per l’occasione, era ciò che mi veniva richiesto.

A cosa si è ispirato per comporre la colonna sonora del Congresso 2018? È stata una gestazione lenta o l’ha scritta di getto?

L’ispirazione è nata via via, componendo vari brani che ho sottoposto all’esame dei vertici della Federazione e cercando di mettere assieme l’esperienza personale, i suggerimenti e le preferenze che mi venivano sottoposte.

Credo sia importante, quando si compone, ascoltare le esigenze degli altri, riuscendo a far convivere le tue emozioni con le loro. Questa, credo, è la base per fare un buon lavoro sempre, in tutti i campi. Mi è servito ascoltare cose fatte prima e mi è stata d’aiuto la mia passione smisurata per compositori come John Williams o Alan Silvestri (autori di colonne sonore di film assai noti, ndr), a cui mi ispiro da sempre quando mi capita di dover comporre nuovi brani.

Quando è nata e qual è il “credo” della Oversea Orchestra?

L’orchestra è nata nel 2001 e ha come scopo principale quello di lavorare per i maggiori artisti italiani. All’inizio abbiamo affiancato Marco Masini, Raf, Laura Pausini, Irene Grandi, Anna Oxa. Poi, via via, anche Dolcenera, i Pooh, Fabrizio Moro e Alessandra Amoroso. Senza contare le mie due direzioni al Festival di Sanremo, nel 2005 e nel 2009.

Intanto, con l’Oversea Orchestra abbiamo ideato il progetto “Rock in Classic”, dove proponiamo i brani rock più famosi, dai Beatles a oggi, in chiave rigorosamente classica, senza l’ausilio di batteria o chitarre elettriche e tastiere. Un progetto unico in Europa, dove spesso si ascolta invece la musica classica in chiave rock. Purtroppo, negli ultimi anni, le risicate risorse messe a disposizione dagli enti pubblici hanno ridotto la nostra attività concertistica, ma noi teniamo duro.

Crede che la sigla del Congresso piacerà ai colleghi presenti? Insomma, usciranno dall’Auditorium fischiettando il suo tema principale?

Secondo me il motivo conduttore del tema principale è semplice e orecchiabile. Non so se sarà una hit, ma chi può dirlo? Certo, me lo auguro di cuore. Io ce l’ho messa tutta perché chi prenderà parte al Congresso si senta orgoglioso della professione e perché questa sia un’occasione di felicità per tutti.​


La redazione di Nurse Times augura al collega Filippo Martelli di poter trasmettere il messaggio desiderato a ogni partecipante di questo importante congresso, utilizzando un importante strumento quale è la musica.

Simone Gussoni

Fonte: www.ipasvi.it