Coronavirus e ricerca degli anticorpi: importante la validazione clinica dei test.

Rilanciamo un articolo pubblicato su Medical Facts. Da qualche settimana siamo bombardati (addetti ai lavori e non) da messaggi pubblicitari su questo o quel test…

Rilanciamo un articolo pubblicato su Medical Facts.

Da qualche settimana siamo bombardati (addetti ai lavori e non) da messaggi pubblicitari su questo o quel test che permetterebbe, in tempi rapidi, di evidenziare la presenza di anticorpi contro il nuovo coronavirus. Una bolla che, sicuramente, nasconde chiarissime finalità speculative, con test venduti a prezzi anche 10 volte superiori a quelli di test analoghi per la diagnosi di altri tipi di infezione. In questo articolo non parleremo di quest’ultimo aspetto ma ribadiremo un concetto fondamentale: un test diagnostico, per essere affidabile, deve essere stato valutato su pazienti affetti da quella data condizione. Solo in questo modo se ne potranno conoscere i pro e i contro. Uno studio clinico Per questo motivo, sono molto importanti studi come quello appena pubblicato da Clinical Infectious Diseases su un gruppo di 150 pazienti con infezione da SARS-CoV-2. Questo studio evidenzia l’importanza dell’uso combinato della ricerca diretta del virus (tipicamente, come sapete, su tampone) e della ricerca degli anticorpi che ha stimolato. A volte, infatti, il virus può risultare negativo al test su tampone ma se ne può comunque accertare l’infezione ricerca di gli anticorpi che il nostro organismo ha prodotto contro di esso. Lo studio in questione ha, in effetti, dimostrato come i primi anticorpi che si manifestano (le cosiddette IgM) permettono, entro cinque giorni dalla comparsa dei sintomi, di confermare la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 nel 98,6% dei casi a fronte di valori decisamente più bassi con la sola ricerca molecolare sul tampone. Questo dato – si badi bene – è molto importante dal punto di vista epidemiologico e lo sarà ancor di più, quando questa tempesta sarà passata e se ne vorrà capire la reale entità: quando, cioè, si vorrà determinare il numero preciso di soggetti infettati sulla base della presenza di anticorpi (in questo caso si ricercheranno le cosiddette IgG, anticorpi prodotti tipicamente dopo un paio di settimane e che tendono a restare a livelli elevati nel tempo). Risultati non generalizzabili
Attenzione, però: i risultati di questo studio non sono generalizzabili a tutti i test per la ricerca degli anticorpi. Tutt’altro. Ogni test, infatti, ha le proprie caratteristiche in quanto usa tecnologie di rilevamento diverse e porzioni diverse del virus. È un po’ come se diceste che due vini sono altrettanto buoni solo perché sono contenuti n bottiglie dalla forma simile. Non è ovviamente vero. Questo è il motivo per cui è fondamentale non cadere nei tranelli di possibili test reclamizzati online. I test disponibili online, infatti, daranno quasi certamente risultati diversi da quelli dello studio descritto. Le loro performance saranno, infatti, quasi certamente differenti perché sono stati concepiti in modo differente. Attenti, quindi, a fidarsi di test non clinicamente validati. Mettiamola così: allo stato attuale, è come se voi aspettaste un’importantissima notizia per telefono da un amico. All’orario concordato, la telefonata arriva ma da un numero sconosciuto e non da quello del vostro amico. Per di più, la linea è talmente disturbata che non riuscite a capire se, dall’altro capo della linea, a parlare sia davvero la persona che aspettavate e non piuttosto uno sconosciuto. Come se non bastasse, infine, vi trovate la SIM completamente prosciugata del credito alla fine della chiamata. Vi fidereste del messaggio che vi è stato comunicato? Lo stesso concetto vale per i test che cercano di vendervi online. Fate un po’ voi. Redazione Nurse Times Fonte: Medical Facts Aggiornamenti in tempo reale sull’epidemia in Italia Aiutateci ad aiutarvi
 
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