Le due pazienti italiane erano rientrate da Wuhan, una cantante e una musicista, si trovavano in Cina in tournée e una volta rientrate hanno manifestato sintomi di patologia polmonare.

I primi esami eseguiti a Bari ieri hanno individuato una positività al micoplasma pneumoniae, che le ha provocato la polmonite.

Mentre alla paziente ricoverata all’Ospedale Maggiore di Parma con lievi sintomi di infezione alle vie respiratorie è stata diagnosticata l’influenza di tipo B.

Il test per verificare se si trattasse di contagio da 2019-nCoV è risultato negativo. La conferma è arrivata in serata dal direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito.

“Non è stato confermato come sia avvenuto il salto di specie dall’animale all’uomo, inclusa l’ipotesi della trasmissione dai serpenti, sconfessata ieri sera dalla rivista ‘Nature’. Vorrei dire che i serpenti sono rettili e questo virus ha bisogno di mammiferi“. Lo ha detto il direttore scientifico dello Spallanzani, Giuseppe Ippolito, nel corso della conferenza stampa indetta per presentare le procedure che sono state messe in atto dalla Regione Lazio per prevenire eventuali casi di infezione da coronavirus.

Per Ippolito “non c’è nessun allarme tale da dover creare un sistema parallelo di gestione del coronavirus cinese. Un eventuale caso – ha aggiunto Ippolito – verrebbe trattato seguendo le stesse procedure messe in atto dalle Regioni per le infezioni respiratorie gravi e l’influenza grave, come la Suina o la Sars”.

Intanto il virus arriva in Europa

In Francia due casi di contagio. Si tratta di un uomo ricoverato a Bordeaux, di origini cinesi, e di un altro paziente all’ospedale Bichat di Parigi. Entrambi i pazienti erano stati in Cina.

In Gran Bretagna invece al vaglio 14 casi sospetti. Confermato un secondo caso negli Stati Uniti, dove altri 50 pazienti sono in fase di analisi.

Intanto gli scienziati stanno lavorando sul vaccino, ma non potrà essere pronto prima di un mese.

I morti in Cina intanto salgono a 26 e i malati sono 830: le città isolate diventano dieci. Le autorità sanitarie di Shanghai intanto hanno innalzato il livello di risposta alle emergenze sanitarie al grado massimo, il livello 1.

Tra le quasi 40 province, regioni e municipalità speciali che compongono amministrativamente la Cina, solo il Tibet risulta ancora privo di casi.

La sequenza genetica del virus di Wuhan è stata pubblicata sul sito GeneBank, accessibile a tutti i ricercatori.

“Il materiale su cui lavorare sta emergendo ora. Siamo nella fase iniziale. Si può cominciare con le sequenze ma per trovare il vaccino è preferibile avere il virus autentico in laboratorio”, ha spiegato Ksiazek, virologo tra i massimi esperti di Ebola.

Il primo caso del nuovo virus cinese negli Usa è stato confermato il 21 gennaio a Seattle mentre si sospetta il contagio di uno studente della A&M, in Texas, ricoverato da mercoledì. “Ci aspettiamo altri casi – ha dichiarato Ksiazek – per ora sembra che questo virus stia seguendo il tracciato della Sars. Si trasmette da uomo a uomo e questo è preoccupante”

Redazione Nurse Times