Coronavirus, in arrivo test per distinguerlo dall’influenza

Ci sta lavorando l’Istituto Spallanzani di Roma. L’assessore regionale D’Amato: “Se validato, sarà preziosissimo quest’inverno”.

L’Istituto Spallanzani di Roma sta approntando un test per distinguere l’influenza dal Covid-19. Ne ha dato notizia l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato: “Una buona notizia arriva dallo Spallanzani, dove saranno sperimentati i test naso-faringei in grado di distinguere tra influenza stagionale (sia di tipo A che di tipo B) e Covid-19. Uno strumento che, se validato, sarà preziosissimo quest’inverno”.

Nonostante le lunghe code ai drive-in e le polemiche con i privati tagliati fuori dalla possibilità di sviluppare in autonomia i tamponi molecolari, D’Amato rivendica il primato del Lazio sullo screening: “Siamo la Regione con il maggior numero di casi testati per abitanti. E’ necessario che i medici di medicina generale visitino a domicilio i pazienti in sicurezza”.

Quest’anno la protezione èconsigliata ai bambini dai sei mesi ai sei anni e agli over 60. Una larga fetta di popolazione in più rispetto alle scorse stagioni. Si prevede che saranno colpiti dai 6 agli 8 milioni di italiani. A rischio, in particolare, gli anziani. Consola l’identikit dell’epidemia stagionale: non dovrebbe presentare un carattere aggressivo. Il virus A­H3N2 si è già diffuso in Australia e le informazioni dei sanitari sono molto rassicuranti. Si tratta di un ceppo circolato nel nostro Paese negli anni scorsi. Condizione che permette di escludere dal contagio una larga fetta di popolazione adulta che avrebbe già sviluppato gli anticorpi.

“Il vaccino ­- spiega Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale – ci permette di fare una diagnosi differenziale, ed è per questo che è opportuno vaccinarsi in vista della diffusione del virus influenzale nei prossimi mesi. Quest’anno più che mai è importante azzerare i sintomi dell’infezione stagionale, rischiando di occultare il vero quadro della condizione del paziente”.

Proprio questa sorta di confusione dei sintomi sta mettendo in allarme sia
medici che pazienti. “Va ricordato – sottolinea Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano ­- che tre sono i sintomi propri dell’infezione stagionale. La febbre insorge repentina a 38,5, e ci sono almeno un sintomo sistemico, come dolori muscolari e articolari, e un sintomo respiratorio. Parliamo di tosse, naso chiuso, mal di gola. Il Covid-­19 si presenta con temperatura, dolore alpetto, difficoltà a respirare, perdita dell’olfatto e del gusto”.

Lo Spallanzani avvierà la sperimentazione dei nuovi test quando, secondo le previsioni, il picco influenzale crescerà ulteriormente, in parallelo con il contagio da coronavirus, rischiando di mandare in tilt l’intero sistema. D’Amato ha anche detto di aver potenziato la rete ospedaliera con altri 700 posti. E non ha nascosto una preoccupazione crescente: “Se non si piega la curva dei contagi Covid nelle prossime due settimane, la situazione sarà critica”.

Redazione Nurse Times

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