Coronavirus: l’importanza di dire un “Ti voglio bene” in più.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la testimonianza della collega Noemi Bonfiglio. "Signora, facciamo una videochiamata con sua figlia? Vediamo se risponde". Squilla il telefono ed ecco…

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la testimonianza della collega Noemi Bonfiglio.

“Signora, facciamo una videochiamata con sua figlia? Vediamo se risponde“. Squilla il telefono ed ecco l’immagine di una figlia con occhi lucidi che finalmente, dopo giorni di ricovero, rivede la sua mamma in un letto di ospedale, accerchiata da operatori sanitari completamente bardati, fino a non poterne scorgere neanche il viso. Un monitor che suona di continuo, un casco in testa che non permette di parlare, un respiro difficile e affannoso, la stanchezza dovuta alla malattia… Dall’altro lato si odono parole dolci e tristi, leggere e pesanti allo stesso tempo: “Sei sempre stata una guerriera, mamma. Non mollare mai, siamo tutti con te”. E io lì accanto, dietro la mia mascherina a provare brividi e lacrime di unica emozione. Non saprei neanche dire di che emozione si tratti, so solo che non la dimenticherò mai. Probabilmente questa è stata l’ultima volta in cui una mamma ha potuto vedere sua figlia e le ha potuto dire “Ti voglio bene”
. Non importa chi venga colpito e a quale età, questo virus molto velocemente separa legami fino a spegnerli, anche definitivamente. Non auguro a nessuno di vedere ciò che sto vedendo in ospedale nelle ultime settimane, ma so che, se solo fosse possibile far provare a tutti quell’emozione provata durante quella videochiamata, sarebbero in molti a dire quel “Ti voglio bene” in più. Sarebbero in molti a essere più comprensivi col prossimo, non solo con noi infermieri (tanto immeritatamente bistrattati in giorni di pace quanto troppo osannati in giorni di guerra), ma con tutti quanti, dall’impiegato delle poste alla vicina rompiscatole. E sono sicura che sarebbero in molti a cominciare a fare la cosa giusta. E non perché glielo impone un decreto. Sembra una sottile differenza, ma vi assicuro che non lo è. #iorestoacasa Noemi Bonfiglio – Infermiera Aggiornamenti in tempo reale sull’epidemia in Italia Aiutateci ad aiutarvi
 
Redazione Nurse Times

Leave a Comment
Share
Published by
Redazione Nurse Times

Recent Posts

USA: nasce bimba da embrione congelato 28 anni fa

Una bambina in Tennessee è nata da un embrione congelato nel mese di ottobre del…

10 ore ago

San Benedetto: cattiva gestione del Pronto Soccorso

L'Opi di Ascoli denucia alla Procura della Repubblica la cattiva gestione del Pronto soccorso e…

10 ore ago

Arianna Armenti presenta la sua tesi di laurea in infermieristica

Continua il grande successo editoriale di Nurse Times (testata giornalistica sanitaria gestita da infermieri), punto…

11 ore ago

Idrossiclorochina può provocare disturbi psichiatrici

L'utilizzo di clorochina o idrossiclorochina, farmaci utilizzati contro il Covid-19 soprattutto nella prima fase dell'emergenza,…

11 ore ago

Giornata internazionale delle persone con disabilità

Il 3 dicembre è la giornata internazionale delle persone con disabilità, un giorno istituito, nel…

12 ore ago

Proroga contratti Oss nella Asl Bat: nessuna indicazione dalla regione

BARLETTA – Il sit di protesta, in programma domani mattina davanti alla sede della Asl…

12 ore ago