Coronavirus, OMCeO Roma: “sanità divisa in compartimenti stagni”

Continuiamo a vedere la sanità divisa in compartimenti stagni quando invece è composta da equipe che fanno parte di un'unica organizzazione. Ci ritroviamo a fare…

Continuiamo a vedere la sanità divisa in compartimenti stagni quando invece è composta da equipe che fanno parte di un’unica organizzazione. Ci ritroviamo a fare la guerra senza averla programmata.

“Siamo sotto pressione, legata pure al fatto che molte persone si rivolgono al Pronto soccorso anche se non ci sono motivi importanti” denuncia Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei medici di Roma, ospite del programma condotto da Stefano Bandecchi su Cusano Italia Tv.

“C’è gente che si presenta con una temperatura di 37,1. Ma questo dipende anche dalla paura che tutti hanno, anche perché hanno avuto informazioni un po’ a singhiozzo e contraddittorie. La gente è disorientata e non avendo risposte sul territorio si rivolge agli ospedali e questo crea un affollamento molto importante. Altro problema è la carenza di posti letto per i malati Covid che possono essere gestiti senza andare in terapia intensiva. Al medico di famiglia sono stati dati troppi compiti: deve visitare, fare tamponi, certificazioni, vaccini, e questo non e’ possibile. Oggi, poi, ci sono delle Usca che più che altro si stanno interessando dei tamponi e di azioni immediate per assistere le persone. Purtroppo, quindi, continuiamo a vedere la sanità divisa in compartimenti stagni

quando invece è composta da equipe che fanno parte di un’unica organizzazione. Ci ritroviamo a fare la guerra senza averla programmata”.
Sui tamponi rapidi. “Ci sono buoni riscontri sull’efficacia dei tamponi salivari- ha risposto- utilizzare anche questi sarebbe piu’ semplice e piu’ pratico”.

“Il Covid è una situazione d’emergenza, ma non dobbiamo dimenticare tutte le altre malattie. Purtroppo si abbandonano molti pazienti e questa è una situazione grave. In Italia ci sono 24 milioni di pazienti cronici, che hanno bisogno di essere seguiti nelle loro terapie. Dovremmo avere ospedali Covid e ospedali no Covid che seguono gli altri pazienti. Avendo poche strutture, avendo chiuso molti ospedali e avendo pochi specialisti sul territorio, questo è il risultato” ha concluso Magi.

Cristiana Toscano

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