Covid-19: un braccialetto elettronico monitora gli isolati allertando 118 e Usca

Un ambizioso progetto permetterà a medici e infermieri di monitorare a distanza le condizioji cliniche di malati Covid-19 in isolamento domiciliare.

Grazie ad uno speciale braccialetto realizzato con il supporto dell’Asl Toscana Sud Est e 118 di Arezzo e Grosseto i parametri vitali dei pazienti potranno essere monitorati.

Nello specifico, il device rileverà ossigenazione, frequenza cardiaca, temperatura corporea e indice di qualità del segnale della saturimetria. I dati raccolti verranno inviati ogni 5 minuti alla centrale del 118 e alle Usca. In caso di peggioramento dei parametri vitali, un allarme comunicherà ai sanitari la necessità di intervenire.

I dati possono essere mandati anche ad altri medici di riferimento del paziente. In questo modo i soggetti ricevono un controllo costante e continuo, rimanendo comodamente a casa.

L’iniziativa dell’Asl Sud Est rappresenta una delle prime di questo tipo sia in Italia che a livello europeo. Il braccialetto, che è monouso e funziona per 10 giorni, viene dato per il momento ai soggetti positivi più fragili: anziani o residenti molto isolati le cui condizioni sono a rischio di aggravamento, ma per cui l’ospedalizzazione non è ancora necessaria.

I team Usca o i medici dell’automedica posizionano il braccialetto avviando la procedura di monitoraggio da remoto.

È una tranquillità per i malati, che sanno di essere sorvegliati di continuo, e anche un aiuto per gli ospedali.

Una delle criticità dell’emergenza sanitaria è stata infatti il sovraffollamento dei ricoveri, a volte precoci e che hanno finito per intasare i reparti. In questo modo viene mandata l’ambulanza solo per i casi davvero in difficoltà.

Non solo: i medici sanno subito se un malato inizia a peggiorare e possono curare per tempo a domicilio. Ogni paziente viene classificato in uno dei tre programmi di cura designati: lo standard, quello per chi ha più di 75 anni e quello per chi soffre di broncopneumopatia cronica ostruttiva. Per ognuno c’è un piano specifico che permette al 118 di avere un quadro del paziente ancora più preciso, con la certezza di quando e perché intervenire.

Due settimane fa la sperimentazione era partita ad Arezzo, dove erano stati consegnati circa 200 braccialetti. Ieri il progetto è stato esteso con altri 30 dispositivi nella provincia di Grosseto. Il controllo a distanza è tutto automatizzato: se c’è un trend negativo viene allertato la centrale del 118 che poi contatta il paziente per valutare la situazione. Alla persona si chiede infatti di avere uno smartphone per rispondere alle domande dei professionisti della salute.

Se il malato non è in grado di farlo, vengono inviati direttamente gli infermieri o i medici a casa. Sullo smartphone vengono anche spediti dei questionari: si chiede ad esempio l’incapacità di alzarsi o se avverte qualche malessere particolare. E ancora una volta, in caso di anomalia, parte il messaggio di allarme ai sanitari.

Il programma è stato ideato anche per dare una mano a tutte quelle persone che si ritrovano completamente isolate. E che possono avere quindi maggiore apprensione:

«Il Covid è una patologia della solitudine – dice Massimo Mandò, direttore della centrale operativa 118 Asl Sud Est – Molti pazienti vengono assaliti dal senso di angoscia e si sentono soli, soprattutto quando cala il buio e ancora di più se abitano in zone più sperdute. Sapere di essere sempre monitorati da professionisti sanitari, stando a casa e con gli stessi standard di controllo che avrebbero se fossero in ospedale, è motivo di sicurezza e tranquillità».

Dott. Simone Gussoni

Dott. Simone Gussoni

Il dott. Simone Gussoni è infermiere esperto in farmacovigilanza ed educazione sanitaria dal 2006. Autore del libro "Il Nursing Narrativo, nuovo approccio al paziente oncologico. Una testimonianza".

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