Riceviamo e pubblichiamo un contributo editoriale del Minghetti Angelo, della Federazione Nazionale Migep sul nostro articolo dal titolo ‘Nasce l’albo regionale degli Oss: ”Ora vogliamo una formazione specialistica”’ (VEDI)


Egregio Direttore

La Federazione Migep OSS Nazionale ha ricevuto richieste di chiarimento da molti oss in merito all’albo oss regionale ligure.

Proprio per le attività ed iniziative portate avanti da questa Federazione, riteniamo il dovere di chiarire nel rispetto dei criteri di trasparenza, partecipazione e diffusione delle attività e indirizzi che si stanno determinando in sede Istituzionale su quanto è stato pubblicato sul vostro quotidiano del 27 giugno 18 “l’esistenza di un albo regionale oss ligure” proposta da un comitato denominata CTS OSS Liguria.

Mi sembra la tradizionale figura d’intrattenitore ambulante, che si sposta di città in città e di piazza in piazza raccontando una favola, una storia, un fatto, raccontando le loro storie, antiche o attuali, vere o immaginarie, trovate in giro nei loro viaggi o composte per l’occorrenza. O li rinnovano secondo il particolare avvenimento. Cantastorie senza reali strumenti.”

Nessuna Regione è autorizzata a istituire un albo, specialmente quello degli oss, le stesse istituzioni presenti hanno rimarcato che non si parla di albo ma di un elenco regionale e che tale non da nessun titolo se non a un censimento degli oss formati. Non può essere una regione come istituto giuridico a determinare un albo, per il quale per altri ci vuole un collegio a fare riferimento a tale regolamento in ultimo è la legge 3/18, dove sono richiamati i requisiti per l’istituzione per un albo, che sempre e comunque fa riferimento a un piano nazionale.

Inoltre l’oss non è entrato a pieno titolo nell’area socio sanitaria, Infatti, i profili sono ancora classificati per “ruoli” con una normativa vecchia e non più confacente ai bisogni di sviluppo.

Bisogna formulare una legge che vada a bonificare e togliere la dicitura “ruoli” della 761/79. Il nuovo contratto nazionale applica e richiama ancora i ruoli, impedendo in questo modo l’applicazione dell’area socio sanitaria come previsto dalla legge 3/18 di stato per l’oss anche nell’elenco delle professioni Ministero della Salute.

Questo particolare va in conflitto con le nuove aree facendo rimanere l’oss nel tecnico. Bisogna andare al superamento della desueta articolazione del DPR 761/79. Dove la federazione migep ha ripresentato l’emendamento che è stato tolto dalla legge Lorenzin. Inoltre, il contratto nazionale non ha richiamato l’oss nell’area socio sanitaria ma va ad aprire un tavolo paritetico per valutare la sua applicazione.

Sulla formazione è un tema molto complesso giacché si andrà a scontrarsi con le regioni e la conferenza stato regioni, si sta valutando di porre una formazione sanitaria di due anni, in modo che si vada a uniformarsi in tutte le regioni e a livello europeo, affidata a docenti a più elevati livelli formativi. Bisogna Confrontarsi con il Ministro delle Istruzione e la Conferenza Stato Regioni attraverso una proposta di modifica dell’attuale assetto normativo sulla formazione regionale dell’oss, dove il migep ha già presentato una proposta di legge che è al vaglio dei Senatori e Deputati di 5 stelle.

Per gli aggiornamenti e formazione continua non è la Regione che stabilisce i criteri, ma è CCNL o una legge. La formazione deve essere certificata uniformemente su tutto il territorio nazionale e svolti con cura e sotto la responsabilità dei servizi sanitari regionali, in sinergia con i servizi sociali e deve essere a carico dei datori di lavoro. Mentre sull’èquipe, bisogna avere dei meccanismi in grado di tutelare questi operatori anche attraverso la tutela dalla colpa grave, è una tutela estremamente importante “legge Gelli”.

LA VERA STORIA

Questa federazione si sta impegnando da 18 anni nel dialogo con strumenti che hanno portato l’oss nell’area socio sanitaria senza sensazionalismi firmando un documento il 4 luglio 2012 sul tavolo tecnico ministero e regioni “sul “ruolo, funzioni, formazione e programmazione del fabbisogno dell’operatore socio – sanitario”.

I punti che questi signori pongono come la loro vittoria, è portata vanti dalla Federazione Migep dal 2008 e scaturiti nel documento del 4 luglio del 2012 a firma dei sindacati, ipasvi, migep oss, ministero della salute, conferenza stato regioni, ostetriche, e oggi attraverso un filo diretto con i senatori e i deputati di 5 stelle con dei punti ben precisi per avviare quel processo di perfezionamento contenuto già nello specifico tavolo ministeriale e mai attuato. (competenze, formazione ecc).

Oggi potrebbe iniziare una nuova svolta se i colleghi smettessero di fare resistenza e opposizioni inutili e prive di ogni utilità alla propria professione, perché è di questo, della nostra professione che vogliamo parlare e discutere.

L’incontro del 12 – 13 giugno al senato, è servito per impostare le prime basi, i Senatori e Deputati di 5 stelle presenti all’incontro hanno accolto le tesi esposte dalla Federazione Migep e del sindacato oss shc, con grande interesse per trovare soluzioni adeguate al tema sull’oss e non solo.

Si è costruito in filo diretto con la Senatrice Guidolin “poiché non sarà facile trasformare il vuoto legislativo nell’immediatezza, ma sarà più facile costruire un dialogo”.

L’errore più madornale è il venir meno al confronto e al dialogo da parte dei colleghi, una disattesa e impropria attenzione nei confronti della professione di cui fanno parte, creando in chi s’impegna una grande amarezza.

Oggi chiediamo molta attenzione all’attuale apertura un inizio molto importante e desiderato da tutti.

Il cambiamento politico ha portato non più al confronto con medici, infermieri, deputati /senatori, ma sullo stesso livello la nostra categoria, anche se ci sono delle lacune che possono essere superate con il dialogo.

Se tutti prendiamo sul serio le cose piccole avremo maggior stima, poiché queste cose piccole e grandi nel frattempo servono per il cambiamento.

La Senatrice GUIDOLIN ha rimarcato l’importanza della visibilità anche attraverso manifestazioni, convegni.

In quest’amena materia viene preso tutto sottobanco costruendo aneddoti falsi con mala fede schiacciando tutto quello che potrebbe essere la possibilità di grandi o piccole azioni importanti per la Ns. categoria.

L’incontro va ad aprire una proficua collaborazione con le istituzioni che analizzeranno i 15 punti posti, il fine non è un significato a intraprendere il passato, ma ad aprire la categoria al futuro, al cambiamento (applicazione area socio sanitaria – formazione- albo- competenze- oss tutor – formazione continua – nuova figura – problemi del terzo settore, turn- over – precariato – lavoro usurante – libera professione- sospensione delle vecchie delibere regionali sulle figure adb- adest ecc).

Come sempre è stato in passato, abbiamo sempre avuto fiducia, anche se ci sono stati forti dubbi; oggi la fiducia aumenta per rafforzare l’importanza di un ruolo.

Si capisce, che nessuno di voi può vedere e comprendere quello che si va a sperimentare personalmente, ma credere e crederci al disegno di un futuro della nostra professione in prospettiva, porta a vedere oltre, una professione riconosciuta e rispettata, con pari diritti e pari doveri come le altre professioni del Sistema Salute.

Urge un atto di visibilità per porre il tema in modo forte, ma soprattutto una legge che vada a bonificare e togliere la dicitura “ruoli” , questo particolare sarà il primo punto di partenza con l forze politiche.

Nascono di continuo nuove associazioni, comitati, invece dobbiamo capire che bisogna unirsi e non frantumare la categoria, ma soprattutto dare corretta informazione altrimenti si fa allarmismo. Ma sopratutto è scorretto farsi proprie le proposte di altri.

Minghetti Angelo, Federazione Nazionale Migep

Allegati

Come poter applicare la legge Lorenzin per tutta la categoria

Lettera al Ministro Grillo