Conferenza stampa del ministro Speranza e del direttore dell’istituto Spallanzani, Giuseppe Ippolito: “Significa poterlo studiare, capire e verificare meglio cosa si può fare per bloccare la diffusione”. Branca DG “ulteriore testimonianza dell’eccellenza scientifica dello Spallanzani”

Un risultato che testimonia l’eccellenza del nostro Sistema Sanitario e dei nostri ricercatori: il codice genetico del virus è ora a disposizione della comunità scientifica internazionale.

Il codice genetico del coronavirus è stato isolato anche allo Spallanzani di Roma ma già dieci giorni fa era stato isolato anche dai ricercatori in Cina. Lo ha annunciato il ministro della Salute Roberto Speranza durante una conferenza stampa. “Aver isolato il virus significa molte opportunità di poterlo studiare, capire e verificare meglio cosa si può fare per bloccare la diffusione. Sarà messo a disposizione di tutta la comunità internazionale. Ora sarà più facile trattarlo”.

Conferenza stampa del Ministro Speranza

“Ora i dati saranno a disposizione della comunità internazionale. Si aprono spazi per nuovi test di diagnosi e vaccini. L’Italia diventa interlocutore di riferimento per questa ricerca”. ha spiegato il direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani Giuseppe Ippolito e aggiunge “L’isolamento del virus ci permetterà di migliorare la risposta all’emergenza coronavirus, di conoscere meglio i meccanismi dell’epidemia e di predisporre le misure più appropriate”.

Si tratta di un passaggio importante: nonostante il virus fosse già stato isolato, in Cina, l’Italia è il primo Paese europeo ad aver raggiunto questo risultato. La disponibilità dei dati sul virus “consentirà – spiegano i ricercatori – di perfezionare i metodi diagnostici esistenti ed allestirne di nuovi”.

Un riferimento, soprattutto, ai test basati su quelli che erano stati usati per la Sars per capire in tempi rapidi se una persona è infettata o meno. Non solo, sarà più semplice studiare il meccanismo della malattia per lo sviluppo di cure e la messa a punto del vaccino.

Maria Capobianchi, direttore del laboratorio di Virologia dell’INMI, ha dichiarato: “Il risultato ottenuto oggi è il frutto del lavoro di squadra, della competenza e della passione dei virologi di questo Istituto, da anni in prima linea in tutte le emergenze sanitarie nel nostro Paese. Avere a disposizione il virus in un sistema di coltura, ci permette di provare farmaci in vitro e di fare studi di patogenesi, cioè sui meccanismi di replicazione. Sempre quando si scoprono dei virus nuovi il materiale di partenza cruciale è il virus, perché averlo a disposizione significa avere uno strumento per perfezionare la diagnosi e mettere in piedi test sierologici che ancora non ci sono e che significano la ricerca degli anticorpi, quindi la risposta delle persone all’infezione, anche in termini di risposta neutralizzante, ovverosia protettiva, capace di inattivare il virus”.

La sequenza parziale del virus isolato nei laboratori dello Spallanzani, denominato 2019-nCoV/Italy-INMI1, è già stata depositata nel database GenBank: “A breve anche il virus sarà reso disponibile per la comunità scientifica internazionale”.

“Il risultato ottenuto dai nostri virologi – ha concluso Marta Branca, direttore generale dell’INMI – è una ulteriore testimonianza dell’eccellenza scientifica dello Spallanzani, istituto dove la ricerca non è mai fine a se stessa, ma ha come obiettivo ultimo e concreto il miglioramento delle cure per i pazienti”.

Intanto i medici dello Spallanzani fanno sapere che amici e personale dei ristoranti e dell’albergo venuti a contatto con la coppia cinese sono risultati tutti negativi al test.

Redazione Nurse Times