L’obiettivo dello ricerca condotta da Joshua Bucher, Frank Dos Santos, Danny Frazier e Mark A. Merlin rispettivamente appartenenti alla Rutgers University, e alla Robert Wood Johnson Medical School è stato confrontare l’efficacia del Kendrick Extrication Device, comunemente chiamato KED e la manovra di estricazione rapida (RE) eseguita da personale del servizio di emergenza statunitense.


I principali fattori analizzati sono stati i movimenti del capo della vittima, il comfort riferito dalla stessa (analizzato attraverso scala analogico visiva) ed il tempo necessario per l’estricazione.


Sono stati analizzati 23 casi per lo studio. Il team del servizio di emergenza medica (EMS) è sempre stato composto da un basic EMT ed un advanced EMT. Ogni soggetto è stato sottoposto a due scenari: nel primo ha dovuto utilizzare la RE, mentre nel secondo ha dovuto utilizzare un KED.


Dai risultati emersi il tempo impiegato per soccorrere la vittima utilizzando la RE è stato notevolmente inferiore. I movimenti della testa della vittima sono invece risultati essere significativamente maggiori utilizzando la RE.

Il peso della vittima ha marginalmente modificato l’efficacia del KED vs RE nei momenti successivi al posizionamento sulla tavola spinale (p= 0.029). Nessuna differenza statistica è stata riscontrata in relazione al comfort del paziente o al dolore riferito dallo stesso.


In conclusione, questo piccolo e limitato esperimento, ha dimostrato minori movimenti del collo della vittima utilizzando un KED versus RE. Tuttavia nei pazienti obesi i movimenti della colonna sarebbero risultati maggiori con il KED.

Ulteriori studi sono necessari per determinare se il KED possa migliorare in maniera significativa l’outcome nelle vittime di incidente stradale, in un’era sempre più contraddistinta da tecniche basate sulle evidenze scientifiche nei servizi di emergenza medica.

Simone Gussoni

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