Alla Conferenza Stato – Regioni del prossimo 14 Giugno verrà presentato il documento con i “numeri” dei fabbisogni formativi concordati dal Ministero della Salute con le Regioni per l’anno accademico 2016/17.
Rispetto ai dati che il ministero della Salute aveva presentato il 23 marzo scorso all’annuale riunione con le Regioni e con le categorie sui fabbisogni formativi delle 22 Professioni sanitarie non ci sono sostanziali differenze. Confermato il calo dei fabbisogni formativi del 4,6% da parte delle Regioni.
Per quanto riguarda gli Infermieri, un calo vertiginoso del  – 7,9% .

Un po’ di numeri…

La richiesta del 2016 per le categorie Sanitarie da parte delle Regioni non si discosta di molto da quella dell’anno scorso, 30.694 rispetto a 30.360 (+1,1%), ben diverso è invece lo scarto tra 2015-14 con un punteggio percentuale di -6,7%, ovvero 30.360 rispetto a 32.55 ( scarto di -2.192 ).
La riduzione minore riguarda proprio la nostra categoria, con 1.317 unità in meno (-7,9%), da 16.725 dello scorso anno agli attuali 15.408. Mentre, al contrario, la Categoria Ipasvi con 19.285 aumenta anche se di poco, con appena 695 in più (+3,7%).

Al contrario, l’esubero maggiore si conferma su Tecnico di Radiologia da parte delle Regioni con +183, pari al +27%, con 853, solo 6 in meno degli 859 dello scorso anno. Mentre la Categoria riduce ulteriormente da 737 dello scorso anno agli attuali 670, con differenza di -67, pari al -9%. Analogamente allo scorso anno il ministero della Salute ha introdotto una riduzione di – 53, per arrivare al totale di 800, recependo quindi solo in parte la pressante richiesta della Federazione Tsrm che aveva proposto una riduzione di -150, in modo da arrivare a circa 700, che sarebbe comunque superiore ai 670 proposti dalla Ftsrm.

Altra riduzione, ma solo di -30 rispetto agli 803 delle Regioni, il ministero della Salute l’ha proposta per i Tecnici di Laboratorio fissando come tetto massimo 770; abbastanza in linea con la categoria dei Tecnici di Laboratorio che aveva chiesto una riduzione del -55, pari a 42.

Una regione che spicca in negativo in questo senso è la Campania che continua inopinatamente a definire un fabbisogno incoerente e sproporzionato rispetto a Regioni simili per quantità di popolazione. Come aggravante, non si tiene in alcuna considerazione il basso tasso occupazionale rilevato da AlmaLaurea, in continua discesa: dal 34% del 2013 al 17% del 2014 per Tecnico di Laboratorio e dal 31% al 24% per Tecnico di Radiologia; tanto da collocare la Regione Campania agli ultimi posti della classifica per occupazione a un anno di laurea.

Cambiamenti in negativo in vista per le Università?

Contemporaneamente alla definizione dei fabbisogni anche le Università dovrebbero aver comunicato al Ministero dell’Università i rispettivi Potenziali formativi per ognuna delle 22 professioni. Rispetto ai 27.039 dello scorso anno, di cui a bando furono 25.522, ci potrebbe essere una riduzione di circa -500 (-1,8%). Quasi invariato il potenziale-offerta delle Università per infermieristica su circa 15.000 rispetto ai 15.144 posti a bando dello scorso anno. Seguiranno quindi i lavori del Miur per definire la ripartizione per ogni Ateneo e per ogni Professione, con scadenza entro i prossimi 30 giorni, in tempo per il rispetto della scadenza dei due mesi necessari alle Università per la pubblicazione dei bandi prima dell’esame di ammissione previsto per il 13 settembre prossimo.

“Joint Action” : un modello per il calcolo dei fabbisogni

Per la prima volta e limitatamente a Infermiere e Ostetrica, la determinazione è stata concordata direttamente con Regioni e Categorie nell’ambito del progetto “Joint Action” che il ministero della Salute ha avviato come capofila livello europeo. Alla base dei calcoli c’è il censimento preciso sugli iscritti alle rispettive Federazioni Ipasvi e Fnco. La medesima procedura dovrebbe essere applicata per il prossimo anno anche alle restanti 20 professioni, in primis per il Tecnico Radiologia che è regolamentato come Federazione. L’estensione a tutte le altre 17 professioni apparirebbe meno semplice se si considera l’assenza di analoghi organismi, che sono per ora coperti da varie Associazioni ad iscrizione volontaria. Su questo sarebbe risolutiva l’approvazione in Parlamento del Ddl 1342, ora la vaglio della Camera dei Deputati dopo la prima approvazione del 24 maggio in Senato.

Gaia Pomar