Fico: “Subito la legge anti-violenza in corsia”

Il presidente della Camera auspica un accordo tra tutti i gruppi per l’approvazione in tempi brevi. “II percorso per l'approvazione della legge che tutela i…

Il presidente della Camera auspica un accordo tra tutti i gruppi per l’approvazione in tempi brevi.

“II percorso per l’approvazione della legge che tutela i medici dalle aggressioni sia rapido. Troppi sono stati gli episodi in questi anni, l’ultimo al Santobono di Napoli. Non è il primo e non è l’unico, si tratta di un fenomeno che riguarda strutture ospedaliere delle grandi città, così come di quelle più piccole”. Così su Facebook il presidente della Camera, Roberto Fico, che ricorda come la legge, voluta dall’ex ministro Giulia Grillo, sia già stata approvata dal Senato: “Un voto unanime per un problema riconosciuto da tutti gli schieramenti e che può trovare così delle soluzioni concrete. Da pochi giorni il testo è all’esame delle Commissioni Affari sociali e Giustizia di Montecitorio: per approvarlo in tempi rapidi serve un accordo fra tutti i gruppi”.

Il provvedimento, che potrebbe essere modificato alla Camera in questi giorni – il ministro della Salute, Roberto Speranza, aveva annunciato la volontà di migliorarlo – punta a tutelare gli operatori sanitari, a partire dall’istituzione, presso il ministero della Salute, di un osservatorio sulla sicurezza, con compiti di monitoraggio e di ricerca.

Previste anche modifiche al Codice penale. In particolare all’articolo 583-quater, relativo alle lesioni gravi arrecate a pubblico ufficiale. Si prevede che “le stesse pene si applicano in caso di lesioni personali gravi o gravissime cagionate a personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria o a incaricati di pubblico servizio, nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni o del servizio presso strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche o private”. Il Ddl aggiunge anche un’ulteriore circostanza aggravante a quelle già previste dall’articolo 61 del Codice penale, cioè “l’aver commesso il fatto con violenza o minaccia in danno degli esercenti le professioni sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni”.

Redazione Nurse Times

Fonte: Il Sole 24 Ore

 

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