Firenze, shock settico fatale per una 51enne. “Grave che si muoia ancora per questi motivi”

Lo afferma l’anestesista-rianimatore Giorgio Tulli, in prima linea nella battaglia contro le complicazioni di una polmonite. La deliberache prevede la riorganizzazione della rete toscana delle…

Lo afferma l’anestesista-rianimatore Giorgio Tulli, in prima linea nella battaglia contro le complicazioni di una polmonite. La deliberache prevede la riorganizzazione della rete toscana delle microbiologie ospedaliere è pronta da settembre, ma giace ancora in un cassetto. Perché?

La morte per shock settico di una maestra 51enne, avvenuta il 19 dicembre scorso all’ospedale San Giovanni di Dio di Firenze, dove era arrivata dopo una doppia diagnosi di influenza (a opera della guardia medica e del medico di famiglia), riporta l’attenzione sulla battaglia alla sepsi e allo shock settico, che uccidono 36 persone ogni ora nel mondo. Una battaglia che vede in prima linea Giorgio Tulli, anestesista-rianimatore, ex direttore del dipartimento di Terapie intensive e medicina perioperatoria dell’Asl Firenze: “È graveche nel 2020 si muoia ancora per le complicazioni di una polmonite”. Secondo lui, per rispondere efficacemente al numero elevatissimo di decessi che sepsi e shock settico provocano per via di batteri resistenti agli antibiotici e di virus sempre più aggressivi per la diminuzione delle vaccinazioni, è necessario dotare ogni ospedale di un laboratorio di microbiologia in grado di eseguire, in poche ore e h24, test molecolari per fornire una risposta certa sul batterio responsabile dell’infezione in corso e, di conseguenza, sul dosaggio dell’antibiotico mirato alla cura. Nel caso della maestra fiorentina la radiografia eseguita al Pronto soccorso del San Giovanni di Dio ha evidenziato una polmonite con versamento pleurico. Le condizioni della donna sono rapidamente peggiorate: ricoverata in Terapia intensiva, è morta in 48 ore. Non è bastata una massiccia cura antibiotica somministrata in vena a salvarle la vita. L’individuazione del batterio escherichia coli,
che tutti abbiamo nell’intestino e trasformatosi in un killer aggressivo, è arrivata solamente dopo il decesso. Altre risposte sono attese dall’analisi di tessuti e colturale, in corso dopo il riscontro diagnostico richiesto proprio perché la donna, ancora giovane, non soffriva di alcuna patologia. Tuttavia la deliberache prevede la riorganizzazione della rete toscana delle microbiologie ospedaliere, già pronta, non è ancora operativa. Un blocco del quale Tulli non si capacita: “Nonostante l’alta percentuale di mortalità per sepsi e shock settico, la delibera giace in un cassetto dallo scorso settembre. Perché? Sembra che i motivi di questo incredibile blocco non siano da addebitare all’assessore regionale alla Salute, Stefania Saccardi, che premerebbe per il passaggio della delibera, quanto ai direttori generali delle Asl e delle aziende ospedaliero universitarie, che avrebbero chiesto all’unanimità di soprassedere. Non voglio pensare che non si voglia chiudere certe piccole microbiologie, perché una motivazione politica legata al consenso non dovrebbe mai sovrastare una motivazione di salute pubblica. E non voglio pensare che ci sia un no dei dipartimenti di medicina di laboratorio, che magari non intendono cedere sull’autonomia in termini di risorse di personale e di budget delle microbiologie cliniche. Qui c’è in gioco la vita delle persone”. Redazione Nurse Time Fonte: La Nazione  
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