Graduatoria del concorso di specializzazione in Medicina, Fnomceo scrive a Manfredi e Speranza: “Va sbloccata”

Come anticipato ieri, il presidente della Federazione degli Ordini dei medici, Filippo Anelli, ha inviato una lettera ufficiale ai due ministri.

“Sbloccare la graduatoria del concorso di specializzazione in Medicina, ammettendo tutti i candidati, ferma restando la graduatoria attuale, affinché i ricorsi pendenti non facciano slittare di ulteriori sei mesi, forse un anno, l’inizio delle scuole, vanificando lo sforzo del Governo che ha aumentato da 8.776 a 14.395 il numero di borse”.

Filippo Anelli (foto), presidente della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo), aveva anticipato la richiesta sabato scorso per le vie brevi, lanciando un appello al ministro dell’Università e ricerca, Gaetano Manfredi, e al ministro della Salute, Roberto Speranza. Ieri la stessa istanza è stata riproposta con una lettera ufficiale. Il problema, si ricorderà, è la mancata pubblicazione, attesa per il 5 ottobre e poi sospesa dal Miur, della graduatoria unica per l’accesso alle scuole di specializzazione. Motivo: l’elevato numero di ricorsi presentati contro le nuove disposizioni introdotte quest’anno nel bando.

Anche per il futuro Anelli chiede l’implementazione del numero di borse, in modo da ridurre, sino ad azzerarlo, il cosiddetto imbuto formativo, dovuto al gap tra il numero di laureati e quello dei posti nelle scuole e al corso per la Medicina generale. Presupposto per correlare, con un provvedimento legislativo, i due dati, in modo che a ogni laurea corrisponda una borsa.

“Si chiede inoltre l’intervento autorevole delle SS.VV. – continua Anelli – affinché si proceda a stanziare ulteriori risorse economiche adeguate a incrementare i contratti di formazione specialistica, previsti dai bandi di ammissione dei medici alle scuole di specializzazione di area sanitaria, in misura tale da consentire a tutti i medici che ancora non ne hanno avuto l’opportunità di avere accesso alla formazione specialistica e di poter sopperire in questo modo alla grave carenza di specialisti in campo sanitario. Ebbene, è auspicabile, infatti, che si proceda alla abolizione dell’imbuto formativo e che si sviluppi una riforma della formazione medica che riconosca maggiori diritti e tutele ai medici in formazione, per la centralità della medicina sul territorio”.

Conclude Anelli: “Non possiamo non ribadire che risulta necessario adottare un provvedimento legislativo che preveda una riforma del percorso formativo del medico, che deve diventare un unicum dall’immatricolazione alla specializzazione, e che correli il numero dei laureati ai posti nelle scuole e al corso per la Medicina generale, così da garantire che a ogni laurea in Medicina corrisponda una borsa di specializzazione o per la Medicina generale”.

Redazione Nurse Times

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