Il “Caso Trieste” e le vaccinazioni obbligatorie, se ne parla a Fiume Veneto

La riunione, convocata dalla piattaforma europea COMPARE, è in programma per venerdì 26 e sabato 27 ottobre. Si discuterà anche del “Caso Trieste” - il…

La riunione, convocata dalla piattaforma europea COMPARE, è in programma per venerdì 26 e sabato 27 ottobre.

Si discuterà anche del “Caso Trieste” – il focolaio di morbillo, con alcuni medici contagiati e una morte sospetta – nel corso della riunariesione su “Vaccini, movimenti anti-vaccinazione e comunicazione”, convocata per i prossimi 26 e 27 ottobre a Fiume Veneto (PN), nella sala conferenze dell’Ultimo Mulino (via Molino 45 – 33080 Fiume Veneto (PN) – Tel +39 0434 957911 – info@lultimomulino.com). L’iniziativa, promossa dalla piattaforma di ricerca COMPARE della Commissione Europea 1, è patrocinata dal ministero della Salute e dall’Ordine dei medici di Pordenone.

L’esitazione a vaccinarsi, o addirittura il rifiuto delle vaccinazioni, rischiano di compromettere la salute di tutti? Nel caso delle vaccinazioni non si può fare semplicemente appello alla libertà di cura, proprio perché le decisioni dei singoli rischiano di avere importanti ricadute sull’intera collettività.

Non fa nemmeno bene, però, la politicizzazione della discussione a cui stiamo assistendo in queste settimane. Si rischia che le persone decidano di vaccinarsi o no in base alle proprie scelte politiche. In realtà bisogna rendersi conto che la diffidenza nei confronti dei vaccini si inserisce in una più vasta perdita di fiducia verso le istituzioni sanitarie e l’informazione medico-scientifica. Sembra quasi che il sovraccarico di informazioni che caratterizza la nostra epoca, invece di generare maggiore consapevolezza, stia creando confusione e sconcerto.

Le persone, disorientate dal rincorrersi di “verità scientifiche” e opinioni di esperti spesso in contraddizione tra loro, vogliono “storie” semplici e chiare, dotate di senso e che aiutino a dare significato agli eventi. Paradossalmente, non importa quanto siano credibili queste “storie” purché siano narrativamente plausibili. Per i genitori di un bambino a cui è stata fatta diagnosi di autismo è spesso più facile credere che l’autismo dipenda dai vaccini, piuttosto che districarsi tra le tante ipotesi scientifiche che non danno né certezze né risposte su cosa fare.

Tutti questi temi saranno affrontati da un gruppo multidisciplinare di studiosi, coordinati dal medico e psicoanalista Emilio Mordini. Il gruppo di lavoro comprende medici esperti di sanità pubblica, come il professor Donato Greco, ex direttore del Laboratorio di Epidemiologia e Biostatistica dell’Istituto Superiore di Sanità e consulente dell’Oms, e il dottor Giorgio Simon, direttore generale AAS 5 di Pordenone e docente di politiche sanitarie.

Ma anche medici esperti in comunicazione del rischio, come il professor Giorgio Mustacchi, docente emerito di Oncologia medica all’Università di Trieste. E poi filosofi e bioeticisti, come il professor Fabrizio Turoldo, professore di Filosofia morale all’Università Venezia, e il professor Alberto Garcia, titolare della cattedra UNESCO in Bioetica e diritti dell’uomo a Roma.

Il gruppo di lavoro è completato da un sociologo dell’Università di Salerno, il dottor Andrea Rubin, che presenterà i dati più recenti sul rifiuto dei vaccini in Italia, e dalla senatrice del Movimento 5 Stelle, Elena Fattori, vicepresidente della Commissione permanente Agricoltura del Senato, uno dei più strenui difensori dell’obbligo vaccinale in Italia.

La tavola rotonda tra gli esperti sarà moderata dal giornalista Gerardo D’Amico, vice caporedattore di Rai News 24 e conduttore della trasmissione Basta la Salute. La posizione della Commissione Europea sarà presentata dalla dottoressa Alessandra Martini, responsabile dell’Unità “Combattere le malattie infettive e le epidemie emergenti” del Direttorato Ricerca di Bruxelles.

La partecipazione alla sessione interna di venerdì 26 è possibile solo su invito. La partecipazione alla sessione pubblica di sabato 27 è libera, ma limitata a medici, operatori sanitari e organi di informazione. Poiché i posti sono limitati, è necessario registrarsi inviando una e-mail all’indirizzo workshop@riskcommunication-compare.eu.

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ALLEGATO 1: Brochure dell’evento
ALLEGATO 2: Poster dell’evento

 

 

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