Trattasi di una condizione clinica che non è affatto da sottovalutare e che soprattutto… Va prevenuta, con determinati accorgimenti che forse non sono così scontati

Altro non è che un repentino incremento della temperatura corporea, dovuto al fatto che in seguito a uno stress termico non indifferente (troppo caldo) i nostri meccanismi termoregolatori vanno in tilt. Parliamo del “colpo di calore”, un’ipertermia che non è affatto da sottovalutare in quanto rappresenta un’emergenza medica.

Se non trattato in maniera repentina (raffreddando subito il corpo della vittima), infatti, questo “surriscaldamento” può anche portare a disfunzioni multi-organo, soprattutto a carico dei muscoli, del fegato, dei reni, dei polmoni e del cuore. Ma non finisce qui, perché il quadro può essere complicato da rabdomiolisi con insufficienza renale acuta, coagulopatia (CID, coagulazione intravasale disseminata), sindrome da distress respiratorio acuto e danni cerebrali permanenti.

I primi sintomi (preceduti da alcuni segni premonitori come sete intensa, mal di testa, crampi muscolari, senso di nausea, inappetenza, vertigini e debolezza) sono piuttosto tipici: solitamente si avverte un improvviso malessere generale, accompagnato da un rapido innalzamento della temperatura corporea (sopra i 40 gradi); dopodiché si verificano alterazioni dello stato mentale come confusione, senso di svenimento, letargia, convulsioni, perdita di coscienza, associate a tachicardia, tachipnea e ipotensione.

Oltre alla scontata strategia di evitare l’esposizione prolungata al sole, soprattutto nelle ore più calde… Come ci si può difendere da questa temibile condizione clinica?

BERE MOLTO E FREQUENTEMENTE. Idratarsi di continuo, magari aggiungendo all’acqua succo di limone o menta fresca per recuperare i Sali minerali perduti. Attenzione ai succhi di frutta confezionati: sono troppo concentrati e rischiano di peggiorare la disidratazione: meglio se diluiti con acqua.

INDOSSARE VESTITI LEGGERI. Prediligere quelli in cotone, lino e in viscosa, che lasciano traspirare meglio la pelle. Evitare quelli in fibre sintetiche, poliestere e nylon. Per proteggere la testa quando si fanno camminate sotto il sole o ci si espone in spiaggia, sarebbe opportuno portare un cappellino/berretto bagnato.

MANGIARE POCO E SPESSO. Meglio non abbuffarsi: in caso di digestione complicata, il sangue si concentra in gran parte presso l’apparato digerente, privando gli altri organi della giusta irrorazione. Attenzione a cibi e a bevande troppo fredde: anche il gelato andrebbe stemperato in bocca prima di essere deglutito, così da evitare il rischio di shock termico.

Alessio Biondino