L’amara riflessione dell’associazione che segnala gli episodi di violenza ai danni degli operatori sanitari in Campania.

Il 6 febbraio scorso l’associazione Nessuno tocchi Ippocrate ha segnalato una violenta aggressione verbale subita dalla postazione 118 Vomero (la numero 16 del 2020 in Campania). “L’ambulanza – si legge nel post pubblicato su Facebook – viene allertata alle 7:38 per un codice giallo in via San Giacomo dei Capri, a Napoli. Alle 7:48 l’equipaggio era sul posto. Già dal balcone la figlia della paziente comincia a inveire contro il personale sanitario, lamentando un ritardo inesistente. Le offese continuano all’interno dell’appartamento, dove la congiunta filma con il cellulare tutte le fasi del soccorso. Le offese incalzano e la ‘signora’ impedisce la rilevazione dei parametri vitali in quanto, a detta sua, era una perdita di tempo. L’anziana signora, sofferente e silenziosa, viene portata in pronto soccorso senza diagnosi di ingresso. In questo caso il comportamento triviale di una persona ha impedito al medico di fare il medico! Che tristezza!”.

È solo una delle tante segnalazioni che la pagina Facebook dell’associazione riceve ogni giorno, come confermato in un post del 10 febbraio: “La nostra pagina riceve quotidianamente messaggi di colleghi che hanno intenzione di lasciare il servizio 118. Le motivazioni sono uguali per tutti: continue aggressioni e umiliazioni da parte di un’utenza scellerata; riduzione dello stipendio anche di 800 euro (anziché un aumento data la pericolosità del servizio); turni serrati, data l’esiguità di risorse umane; aumento del numero di interventi (dovuto a attivazioni improprie da parte dell’utenza). La maggior parte dei colleghi ci confessa l’intenzione di tornare in continuità assistenziale (ex guardia medica) oppure di continuare nel 118, ma non in Campania. E questa è una eventualità gravissima, in quanto ci sarebbe una desertificazione del servizio, con conseguenza disastrose, come l’interruzione dello stesso. Chiediamo alle istituzioni di salvaguardare il 118, un servizio VITALE (in tutti i sensi) per l’utenza!”.

Da ultimo, il 14 febbraio, Nessuno tocchi Ippocrate ha postato un’amara riflessione sulla mancata attribuzione dello status di pubblico ufficiale a operatori sanitari e sociosanitari da parte del ddl contro la violenza sugli stessi: “Lo siamo, ma non lo siamo. O meglio, ne godiamo i benefici, ma giuridicamente non lo siamo. O meglio ancora, lo siamo sempre se l’emotività dei pazienti non ci gioca un brutto scherzo e viene giustificata dal giudice di turno. Insomma chi siamo? Siamo coloro che hanno lottato per sentirci dire: ‘Se diventi pubblico ufficiale e commetti un reato, ci sono le aggravanti’. A parte il fatto che noi la mattina timbriamo il cartellino senza alcuna intenzione di rubare, uccidere o delinquere in qualsiasi modo (anzi, il nostro intento è sempre quello: portare salute e salvare la vita del prossimo)… Come fanno poliziotti, carabinieri o anche semplici postini ad accettare l’incarico con questa ‘spada di Damocle’? Sono impavidi? No, sono professionisti come noi, ed è su questo aggettivo (‘professionista’) che dovrebbe ruotare il tutto! Però possiamo avere la soddisfazione di esclamare ai nostri aggressori: ‘Se solo ci tocchi, sappi che è come se toccassi quasi un pubblico ufficiale, ovvero sappi che noi godiamo degli stessi diritti del pubblico ufficiale’. E intanto i primi tre schiaffi li abbiamo presi! Grazie, caro Governo! Ci vedremo al primo processo per aggressione a un collega, e speriamo che non sia a discrezione di chi giudica. In questo caso confidiamo nella magistratura, che è sempre stata un gradino sopra di chi ci governa!”.

Redazione Nurse Times