Proponiamo un approfondimento sul tema a cura della nostra collaboratrice Milena Mazzone.

Le anomalie vascolari sono un gruppo di patologie che comprendono tumori e malformazioni vascolari. L’emangioma è una vera e propria neoformazione benigna, spesso non presente alla nascita, caratterizzata da una fase di rapida crescita nel primo anno di vita, una stabilizzazione e una fase di lenta regressione. Le malformazioni vascolari, invece, sono sempre congenite, anche se non regolarmente visibili alla nascita, e sono dovute a un errore dello sviluppo embrionario a livello di vasi arteriosi, venosi e linfatici. L’emangioma infantile rappresenta la neoformazione più frequente dell’età pediatrica, con un’incidenza che varia tra il 4% e il 10% nei bambini e una prevalenza maggiore nel sesso femminile e nei neonati di basso peso alla nascita (<1 Kg): un neonato su tre presenta un’alterazione della vascolarizzazione cutanea alla nascita o nel periodo immediatamente successivo, ma solo l’1% manifesterà una vera malformazione vascolare. La distribuzione delle localizzazioni è in circa il 50% dei casi a livello della testa/collo, nel 25% a livello del tronco e nel restante 25% alle estremità. Alcune anomalie vascolari sono di comune riscontro, non causano complicanze e sono di solito gestite adeguatamente da un dermatologo; in altri casi, invece, in particolare in alcuni tumori vascolari rari o malformazioni miste e/o complesse, è necessario approcciarsi con un trattamento chirurgico. Fondamentale, in tal caso, il ruolo del DYE LASER. Esso ha un’azione altamente selettiva rivolta contro le strutture vascolari superficiali. Ciò deriva dalla lunghezza d’onda dell’emissione di 585-95 nm, la quale è assorbita esclusivamente dall’emoglobina e solo in minima parte dalle strutture circostanti. <1 Kg): un neonato su tre presenta un’alterazione della vascolarizzazione cutanea alla nascita o nel periodo immediatamente successivo, ma solo l’1% manifesterà una vera malformazione vascolare. La distribuzione delle localizzazioni è, in circa il 50% dei casi, a livello della testa/collo, nel 25% a livello del tronco, e nel restante 25% alle estremità. Alcune anomalie vascolari sono di comune riscontro, non causano complicanze e sono di solito gestite adeguatamente da un dermatologo. In altri casi, invece, in particolare in alcuni tumori vascolari rari o malformazioni miste e/o complesse, è necessario approcciarsi con un trattamento chirurgico. Fondamentale, in tal caso, il ruolo del dye laser. Esso ha un’azione altamente selettiva, rivolta contro le strutture vascolari superficiali. Ciò deriva dalla lunghezza d’onda dell’emissione di 585-95 nm, la quale è assorbita esclusivamente dall’emoglobina e solo in minima parte dalle strutture circostanti. L’effetto biologico del dye laser è una fototermolisi selettiva superficiale, che produce un danno termico delle strutture ricche di emoglobina, senza coinvolgere quelle attraversate prima di raggiungere il bersaglio. La recente introduzione di sistemi di raffreddamento ha diminuito il rischio di effetti collaterali e aumentato l’efficacia del trattamento, riducendo ulteriormente il dolore causato dallo spot (percepito come il tiro di un elastico). Il dye laser trova indicazione in particolare per: angioma piano; emangioma ulcerato; cicatrici cheloidee; spider naevi; acne infiammatoria cicatriziale; striae rubra. Indicazioni errate sono le lesioni vascolari prive di colore rosso visibile, le malformazioni vascolari miste e gli angiomi piani localizzati alle estremità, poiché potrebbero causare sanguinamento e ulcerazione con conseguenti esiti cicatriziali. L’obiettivo del trattamento dell’angioma piano è il miglioramento estetico. Per le lesioni vaste del volto, la letteratura recente suggerisce di completare le sedute prima dell’età scolare. Pertanto il trattamento va effettuato in anestesia generale e, di solito, sono necessarie due sedute all’anno. È consigliabile, quindi, procedere sin dal primo anno di vita. L’efficacia del trattamento con dye laser dipende: dalla sede della lesione; dal colore; dall’età del paziente. Le risposte sono generalmente molto buone, con notevole schiarimento della lesione in 2/3 dei casi dopo la prima seduta, e successivi miglioramenti più graduali nel corso dei trattamenti successivi. In genere sono necessari 6-12 sessioni per raggiungere il massimo risultato. Il 65% dei pazienti ottiene il 90-50% di schiarimento e il 15% supera il 90%. In realtà la completa scomparsa è rara, così come la resistenza totale al trattamento. La porpora transitoria (due settimane) costituisce l’effetto collaterale più frequente. Questo fenomeno è la dimostrazione della rottura dei capillari dell’angioma. Dopo la laserterapia, è necessario utilizzare soprattutto un’elevata e adeguata protezione solare per due-tre mesi, per prevenire eventuali iperpigmentazioni cicatriziali. Milena Mazzone