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Il futuro dell’osservazione breve intensiva

Elena Guglielmi

 

In questi ultimi anni, per diversi motivi, si è assistito ad un utilizzo crescente delle strutture dedicate all’emergenza/urgenza ed in particolare del Pronto Soccorso che ha portato ad un incremento notevole degli accessi.

Tra le principali cause di questo fenomeno, la crisi del sistema delle cure primarie che è tutt’ora inadeguato ad assorbire gli effetti della de-ospedalizzazione delle cure. In conseguenza di ciò è esplosa la richiesta di prestazioni sanitarie, determinando anche pericolose situazioni di superaffollamento nell’ambito delle strutture dei Dipartimenti d’Emergenza/urgenza.

La limitata disponibilità di risorse, spazio e tempo, contro la necessità di una valutazione e trattamento corretti e adeguati produce la medicina osservazionale, intesa però in senso generico, multi-specialistico. L’Osservazione Breve Intensiva e la Degenza Breve fanno parte della Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza e risponde all’esigenza di proseguire, per tutti i pazienti che lo necessitino, con il monitoraggio mirato a valutare l’evoluzione del quadro clinico ed a completare gli accertamenti necessari, ove richiesto e possibile.

La Struttura persegue altresì l’obiettivo di ridurre i ricoveri impropri nei reparti di degenza e di evitare in tal modo le dimissioni troppo precoci dal Pronto Soccorso, garantendo al paziente una maggiore sicurezza e la corretta esecuzione dei protocolli diagnostico-terapeutici verificati e normalizzati. In particolare, in O.B.I., ogni posto letto deve essere dotato di monitor, vengono ricoverati i pazienti per cui è previsto un tempo di permanenza compresa tra un minimo di 6 ore ed un massimo di 24 ore, ovvero per tutte le patologie a bassa complessità incluse in appositi elenchi deliberati dalle rispettive Regioni.

La Degenza Breve, è dotata di posti letto monitor, ed è invece destinata a tutti i pazienti definiti a bassa/media complessità e dimissibili verosimilmente entro le 72 ore. In entrambi i reparti possono essere ricoverati anche pazienti critici che, se non dimissibili, verranno poi successivamente trasferiti presso altre Unità Operative per competenza.

All’Unità di Osservazione Breve Intensiva vengono inviati, dal Pronto Soccorso, casi con malattie che non necessitano di ricovero immediato, ma di una terapia con osservazione per alcune ore e/o di un approfondimento diagnostico. Gli scopi dell’O.B.I. sono:

  • Valutare e trattare i pazienti con sintomi o condizioni morbose minori, così da consentirne la dimissione a sintomatologia risolta e diagnosi certa o altamente probabile;
  • valutare in modo appropriato il paziente con patologie di competenza non univoca così da meglio definirne le condizioni e trovarne la collocazione nel reparto più appropriato;
  • ridurre il numero di ricoveri nei reparti di degenza migliorando l’appropriatezza; in caso di sovraffollamento del Pronto Soccorso o di temporanea assenza di posti letto presso reparti di degenza dell’Azienda, mantenere sotto controllo un paziente in attesa di esami, consulenze, e/o trasferimento ad altro Ospedale o di posto letto libero.

Il paziente indirizzato all’O.B.I. dovrebbe presentare (almeno idealmente) le seguenti caratteristiche.

Dal punto di vista clinico ci deve essere la presenza di sintomi e segni di media o bassa gravità sia di competenza medica che chirurgica od ortopedica, in presenza comunque di una certa stabilità clinica e dei parametri vitali con esclusione del paziente rianimatorio e di quello con agitazione psicomotoria o rischio autolesivo.

Dal punto di vista diagnostico ci deve essere la possibilità di eseguire in regime ambulatoriale gli accertamenti necessari ad una diagnosi corretta, senza troppo interferire con attività elettive dei servizi.

Dal punto di vista terapeutico ci deve essere la possibilità di un trattamento rapido ed efficace, in grado di risolvere il quadro clinico.

Ogni stanza di degenza dell’O.B.I. deve essere supportata da servizi. Dispone degli stessi supporti diagnostici aziendali del Pronto Soccorso, ovvero radiologia tradizionale e TC, esami dal laboratorio di emergenza 24 ore su 24, è supportata inoltre dai servizi di radiologia per esami di ecografia vascolare e addominale.

La Medicina d’Urgenza ha il compito di accettare, valutare e trattare le emergenze-urgenze; al termine di questo percorso il personale medico decide se dimettere o ricoverare il paziente.

L’O.B.I., è la terza opportunità a disposizione del Pronto Soccorso nella gestione delle emergenze-urgenze, per evitare il rischio di dimissioni e/o ricoveri inappropriati. In un contesto caratterizzato dalla tendenza alla de-ospedalizzazione e alla riduzione del numero di posti letto per acuti, l’O.B.I. offre peraltro un setting assistenziale alternativo al ricovero tradizionale, garantendo all’utenza prestazioni qualitativamente ottimali con minore utilizzo di risorse.

Il 5-10% dei pazienti che accedono al Pronto Soccorso necessita di osservazione; di questi mediamente il 70% viene dimesso ed il 30% ricoverato al termine dell’osservazione. L’O.B.I. è una unità funzionale all’interno del Pronto Soccorso. L’osservazione, invece, che viene sviluppata in Pronto Soccorso e che viene conclusa entro 2-3 ore, non necessita di posti letto, ma comunque di spazi adeguati e di poltrone comode e/o di barelle con sponde, può denominarsi Osservazione Temporanea (O.T.).

La permanenza in O.B.I. viene documentata da apposita scheda contenente il diario clinico, le indagini, le terapie eseguite, la diagnosi e l’esito. Inoltre, è prevista la somministrazione dei pasti e la visita ai pazienti da parte dei parenti in accordo con il personale medico in fasce orarie stabilite. Una quota parte dei posti letto (P.L.)., mediamente il 50%, deve essere dotata di monitoraggio emodinamico e respiratorio. Ogni P.L. deve avere a disposizione l’ossigeno e aspiratore a parete. All’interno della U.O. devono essere presenti almeno: monitor defibrillatore/stimolatore, ventilatore meccanico non invasivo in grado di lavorare almeno in modalità PSV/PEEP, ecografo pluridisciplinare, elettrocardiografo, pulsiossimetro, glucometer, sfigmomanometri, pompe di infusione, in numero adeguato, set per intubazione/RCP.

In generale dovrebbe essere potenziato, ma occorrerà definire meglio e condividere i percorsi di diagnosi e cura per specifiche patologie individuate sulla base delle strutture presenti nel territorio di riferimento. Da un punto vista clinico-organizzativo in O.B.I. la gestione dei pazienti deve essere affidata a personale medico ed infermieristico esperto, il tempo limite di 24 ore deve essere tenuto in considerazione nella scelta della tipologia dei pazienti, pertanto occorre individuare esattamente il paziente che non abbisogna di cure prolungate, è necessario definire e condividere con i Dipartimenti i percorsi diagnostici e di cura, è imperativo mantenere standard adeguati riguardo organico e strutture.

Elena Guglielmi

Redazione Nurse Times

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