Riceviamo e pubblichiamo un contributo editoriale del dott. Adolfo Passarelli, infermiere nella Clinica Neurologica della ASL Chieti dal 1994

Nel mese di giugno c.a. ho avuto il piacere di apprezzare un articolo, che recitava “Sono gli infermieri dell’Unità di Neurologia dell’Ospedale Universitario Reina Sofía (Córdoba), ad eseguire il “Microbubble Test”, che rileva nel paziente la presenza di forame ovale pervio (PFO), predittore della possibilità di avere un ictus.

Una delle anomalie cardiache più diffuse – in almeno il 30 per cento della popolazione adulta – è il Forame Ovale Pervio o Pervietà del Forame Ovale (PFO), conosciuto anche come “forellino” al cuore, che oggi è possibile rintracciare con un esame di facile esecuzione e di breve durata: il bubble test o test delle microbolle con Doppler transcranico o ecocardio trans toracico.
Ebbene, occorre valorizzare una pratica che anche in Italia si esegue.

Il BUBBLE TEST viene eseguito dal sottoscritto!

Infatti nel 2018 nell’ambulatorio diretto dal Dottor M.L.P, abbiamo avuto un afflusso di pazienti di circa 400 unità con una positività dell’esame di circa il 30%.
Inoltre oltre ad eseguire il test delle micro bolle, eseguo anche il test di somministrazione del SoneVue, un test altresì importante per fare diagnosi.

Il “SonoVue” è un medicinale contenente il principio attivo esafluoruro di zolfo (un gas).

È disponibile in un kit che include un flaconcino contenente gas e polvere e una siringa pre-riempita contenente 5 ml di solvente. Quando viene ricostituito in soluzione, 1 ml di SonoVue contiene 8 microlitri di esafluoruro di zolfo, sotto forma di “microbolle” che si creano nella sospensione liquida.

SonoVue è destinato al solo uso diagnostico. È un agente di contrasto (ossia una sostanza che consente la visualizzazione delle strutture interne negli esami di diagnostica per immagini). SonoVue è utilizzato negli esami diagnostici che fanno uso di ultrasuoni, perché accentua l’ecogenicità del sangue (la capacità del sangue di produrre un’eco).

Il medicinale è indicato solamente nei pazienti per i quali l’esame senza mezzo di contrasto non è sufficientemente accurato. SonoVue può essere utilizzato nell’esame Doppler dei grandi vasi, come quelli che irrorano l’area cerebrale, quelli che affluiscono alla testa.

SonoVue viene da me somministrato, solamente in presenza del medico che esegue l’esame. Viene somministrato per via endovenosa prima dell’accertamento diagnostico, alla dose di 2 o 2,4 ml, a seconda dell’esame che deve essere eseguito. È possibile effettuare una seconda iniezione.

Il principio attivo di SonoVue, esafluoruro di zolfo, è un gas che non si scioglie nel sangue. Quando SonoVue viene costituito in sospensione, il gas rimane intrappolato in minuscole bolle denominate “microbolle”. Dopo l’iniezione, le microbolle circolano nel sangue, dove riflettono il segnale ultrasonografico più degli altri tessuti corporei.

Questo contribuisce a migliorare i risultati degli esami eseguiti con ultrasuoni, come l’ecocardiografia e la diagnostica Doppler. Il gas viene eliminato dall’organismo attraverso l’aria espirata, senza avere nessuno effetto collaterale.

Negli studi sul Doppler, l’impiego di SonoVue per misurare il flusso del sangue nei grandi vasi sanguigni ha migliorato l’accuratezza diagnostica negli esami delle arterie cerebrali, delle carotidi.
Il comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) ha deciso che i benefici di SonoVue sono superiori ai suoi rischi nell’incrementare l’ecogenicità (il contrasto ultrasonico) del sangue nella diagnostica Doppler dei grandi vasi del microcircolo.

Il comitato ha quindi raccomandato il rilascio dell’autorizzazione all’immissione in commercio per SonoVue.
Pertanto è importante informare i cittadini, poichè che anche in Italia si svolgono questi tipi di indagine da parte di infermieri qualificati, in team specializzati.

Dott. Adolfo Passarelli