Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di Baldassare Palumbo, studente nato a Mazara del Vallo ed iscritto al corso di laurea in Infermieristica presso La Sapienza di Roma.


Ore fremitanti queste ultime che stiamo vivendo o più giustamente che stanno vivendo le migliaia di giovani che si sono cimentati con i test di ingresso alle professioni sanitarie.

Foto 1: Baldassarre Palumbo

Mi presento, sono uno Studente al terzo anno del corso di laurea in Infermieristica presso la Sapienza di Roma, e come loro due anni or sono,  ricordo questo momento.

Come miliardi di persone al mondo anche io ho un account Facebook e proprio grazie a questo mi sono imbattuto in un gruppo dove migliaia di giovani esprimono i loro dubbi, chiedono informazioni riguardanti graduatorie uscite, graduatorie bloccate, punteggi minimi o massimi e via dicendo; tutto ovviamente normale, ma se ci soffermiamo un po’ di più ci si può accorgere facilmente di post tipo:

Non ho raggiunto il punteggio per fisioterapia a ….. potrei sperare con i subentri di entrare a infermieristica (mia seconda scelta)?

Credetemi che di post simili se ne leggono veramente tanti. Agli occhi di questi giovani tali discussioni possono apparire del tutto normali ma lo è anche per noi?

Per il sottoscritto, che ha amato sin da subito questo Corso di laurea, certamente no.

Ho acquisito ormai la consapevolezza della situazione della professione, che di certo non è tra le migliori e la domanda che mi pongo è: vi è veramente necessità di nuove leve che scelgono di ESSERE infermieri come SECONDA OPZIONE?

Giustamente che colpa ne hanno questi giovani? È forse il sistema che non funziona perfettamente? Un sistema che permette a dei giovani di ritrovarsi in un corso di laurea come ripiego.

Giovani che dovranno rapportarsi nel tirocinio del primo anno con assistiti che percepiranno questo NON AMORE!

Sono certo allo stesso tempo che, in parte, a questi giovani che RIPIEGANO sulla nostra professione scatterà il colpo di fulmine e successivamente si innamoreranno, ma cosa ne sarà degli altri?

La professione potrà giovare di queste nuove leve per spiccare il volo? Io me lo auguro e nel frattempo mi impegno a metterci corpo e anima perché ciò avvenga e nel breve termine!

Ai giovani e non, futuri studenti infermieri che leggeranno queste righe invece auguro un buon inizio di anno accademico, sperando che possano impegnarsi tanto per perseguire questa strada ardua affinché facciano grandi cose per gli assistiti prima e per la professione poi.


Ringraziamo Baldassarre Palumbo per la preziosa riflessione che sicuramente potrà essere un’interessante fonte di discussione.

Simone Gussoni