Via libera agli infermieri nell’elenco regionale della Campania. La stabilizzazione è più vicina.

Svolta nella stabilizzazione dei precari della sanità e della pubblica amministrazione. Gli anni di lavoro svolti in somministrazione sono utilizzabili come titolo per l’accesso alle graduatorie per la trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato. Lo dice una sentenza del giudice del lavoro del Tribunale di Napoli, che avrà effetti significativi sulle strutture sanitarie (tanti gli infermieri e gli oss “flessibili” interessati), così come in tutti i comuni che hanno avviato la procedura per la stabilizzazione dei precari di lungo corso. Chi si credeva tagliato fuori, stando al dettato della Legge Madia e alla normativa regionale in materia, torna in corsa. È attesa una pioggia di ricorsi dopo questa pronuncia, che stravolgerà gli elenchi e le pratiche di assunzione.

«Eravamo totalmente convinti che i lavoratori somministrati fossero stati scippati di un loro diritto – commenta Antonio Santacroce, segretario generale della Cisl Fp Irpinia-Sannio –. E adesso chi non ha mai voluto capire le nostre convinzioni dovrà farsene una ragione». Il riferimento del sindacalista è alla Regione Campania e, in particolare, a una nota della direzione generale per la Tutela della salute della Giunta regionale, con la quale si riteneva non valutabile il periodo di lavoro svolto in forma somministrata per l’accesso alle graduatorie.

A dare ragione al sindacato, la sentenza con cui il giudice unico di Napoli si è pronunciato in favore del ricorso presentato da un’infermiera. La lavoratrice, assistita dai legali della Cisl Fp di Napoli, ha chiesto l’annullamento della nota del 13 luglio 2018 della direzione generale per la Tutela della salute della Giunta regionale della Campania, in forza della quale veniva ritenuto non valutabile il periodo di lavoro svolto in forma somministrata per l’accesso alle graduatorie. «Abbiamo creduto sin da subito di poter far revocare quelle linee guida regionali che penalizzavano tutti i lavoratori somministrati», dice il sindacalista. E il sindacato ha raggiunto lo scopo.

La problematica interessava tutti gli operatori della sanità e della pubblica amministrazione che avevano i requisiti per la stabilizzazione, ma ai quali non era stato riconosciuto il periodo di lavoro interinale, poiché erroneamente non calcolato, quale anzianità utile che avrebbe potuto determinare il requisito dei 36 mesi necessari per la trasformazione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato. Una battaglia lunga, che non ha trovato nessuno sbocco nel confronto preliminare avuto dai sindacati con la direzione generale per la Tutela della salute e del Coordinamento del Servizio sanitario regionale.

«Non c’è stata nessuna possibilità di far capire le giuste rivendicazioni e la corretta applicazione delle norme a riguardo – dice Santacroce –. Adesso ci troviamo di fronte a un precedente davvero importante non solo per i precari di Avellino e delle altre province della Campania, ma anche per decine di migliaia di persone in tutto il Paese». Insomma quella del Tribunale di Napoli è una sentenza che ribalta un orientamento ormai consolidato, applicato dalla funzione pubblica e dagli enti locali e nazionali.

Ora la palla passa alla Regione e agli enti pubblici coinvolti. «Ci aspettiamo che la Regione voglia prendere atto dei contenuti della sentenza, cambiando il proprio orientamento in materia – afferma Santacroce –. Siamo pronti ad avviare analoghe iniziative con l’obiettivo di favorire il lavoro stabile e duraturo per chi è impegnato in importanti servizi per i cittadini e le imprese». In ogni caso, le graduatorie per la stabilizzazione sono riaperte: «Anche i lavoratori che per anni, in condizioni talvolta difficilissime, hanno erogato servizi in forma di lavoro somministrato, garantendo, per fare un esempio riferito al comparto sanitario, i livelli essenziali di assistenza, avranno ora la possibilità di avere un contratto a tempo indeterminato».

Così anche Maurizio Petriccioli, leader nazionale di Cisl Fp: «È un passo fondamentale, che ci fornisce un precedente importante per aumentare il numero degli aventi diritto alla stabilizzazione e ci permette di combattere con più mezzi la piaga del precariato nella pubblica amministrazione. Siamo pronti ad avviare iniziative analoghe in tutta Italia».

Redazione Nurse Times

Fonte: Il Mattino