Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata al ministro e firmata dai segretari Salvatore Loriga e Silvio Caltanella.

Egregio Ministro della Salute, Giulia Grillo,
Le scriviamo in nome di migliaia di questi professionisti che continuano a svolgere la loro professione con serietà e professionalità da oltre 30 anni affinché possano iscriversi nelle liste speciali.

In rappresentanza degli operatori, infermieri generici e puericultrici, professionisti nell’ambito della sanità pubblica e privata che sono stati messi da parte da vari governi retroattivi e si sono visti disattesi dalla legge 42/99, dalla legge 43/2006 e da questo governo dalla legge 3/2018, ritrovandosi fuori da ogni possibilità di esercitare una professione che lo Stato ha riconosciuto e ancora oggi riconosce; come le puericultrici che continuano a essere attivati in ambito regionale corsi di formazione.

È assolutamente necessario che firmi il decreto attuativo della legge 145/2018 art 1 comma 537 – 538 istituendo e rendendo immediatamente operativo l’elenco speciale, permettendo a questi operatori sanitari di iscriversi e continuare a svolgere il loro lavoro, riconoscendo anche la puericultrice come figura importante nell’assistenza nel post parto alle dimissioni delle mamme.

Facciamo appello e chiediamo con urgenza a Lei On. Ministro che faccia un decreto per le liste speciali e salvi oltre 10mila infermieri generici e 20mila puericultrici, poiché non possono continuare a subire la depressione professionale con ripercussioni gravissime nel mondo lavorativo a causa di leggi inadeguate che li hanno emarginati, attuando una procedura d’infrazioni di cui Lei On. Ministro con il silenzio sta avvallando queste infrazioni.

Confidando in una rapida adozione del provvedimento che in coerenza con le norme ancora esistenti per dare dignità a queste professioni che hanno fatto la storia dell’assistenza insieme agli infermieri, si parla di persone con un curriculum vitae 20- 30 anni di servizio che nella storia della sanità, di quegli anni bui della sanità hanno fatto parte e fanno ancor oggi parte, non va penalizzata né dimenticata, ma va trattata con rispetto.

Scriviamo anche in rappresentanza  di molti operatori socio sanitari (oss) 200 mila circa, che confidiamo e confidano in Lei che attui urgentemente il decreto attuativo rendendolo immediatamente operativo sulla legge 3/18 “area socio sanitaria”, affinché l’operatore socio sanitario si collochi nella nuova area e non con la legge 43/2006 “operatore d’interesse sanitario”; dove il suo Ministero ha determinato la nuova collocazione, e gli operatori sociosanitari si trovano di fatto esclusi dalla possibilità di costruire una propria identità professionale evoluta e valida con formazione equa e uguale su tutto il territorio Nazionale.

Bisogna rivedere la formazione, le competenze dell’operatore sociosanitario, poiché l’accordo Stato Regioni del 2001 non è più adeguato al Sistema Salute attuale, in modo che possano svolgere la loro professione come richiamato dalla legge 3/2018.

In rappresentanza di questi lavoratori confidiamo in una Sua presa di posizione positiva  e dia la possibilità a tutti questi operatori di svolgere la propria professione con dignità e pari diritti come tutte le altre professioni del Sistema Salute.

Si rammenta che la Federazione migep nel 2004 ha fatto richiesta di riconoscimento presso questo Dicastero, e ha partecipato dal 2010 al 2012 alla stesura “Tavolo Ministero e Regioni, sul ruolo, funzioni, formazione e programmazione del far bisogno dell’operatore socio sanitario”.

Il 4 luglio del 2012 il tavolo “Ministero e Regioni” conclude la prima fase, definendo un primo documento riguardante la professione dell’operatore sociosanitario e sottoscritto anche dalla federazione migep.

Lei On. Ministro ha ascoltato molte associazioni di categoria, ma ha sempre escluso e non considerato queste categorie, la Federazione Migep che le rappresenta, rinnova la richiesta di un incontro nel corso del quale poter esporre in maniera più esaustiva e documentabile le ragioni e le argomentazioni richieste da noi sostenute. Perché nessuno deve rimanere indietro.

Redazione Nurse Times