La Fondazione Gimbe bacchetta il Governo: “Che fine hanno fatto i nuovi Lea?”

Il presidente Nino Cartabellotta denuncia il ritardo che sta accompagnando la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento firmato dal Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. "Non…

Il presidente Nino Cartabellotta denuncia il ritardo che sta accompagnando la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento firmato dal Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. “Non vorrei che i Livelli essenziali di assistenza diventino l’Eterna attesa degli stessi”

 

BOLOGNA – Che fine hanno fatto i nuovi Lea (livelli essenziali di assistenza), sbandierati a inizio anno dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin e annunciati con tanto di twitter dal Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni dopo il via libera in Consiglio dei Ministri? Sembrano essere usciti definitivamente dai radar della sanità pubblica come denuncia Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe.

Calendario alla mano c’è qualcosa che non quadra ed è lo stesso Cartabellotta ad evidenziarlo: “Secondo le scadenze definite dalla Conferenza Stato-Regioni e Province autonome il 21 gennaio scorso, la Commissione Lea avrebbe dovuto formula entro il 28 febbraio la proposta di aggiornamento per l’anno 2017 ed entro il 15 marzo adottare il relativo provvedimento che, paradossalmente, non è ancora legge dello Stato”. La mancata pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del Presidente del Consiglio sui nuovi Lea è una delle tre criticità evidenziate dal presidente della Fondazione Gimbe: “E’ inaccettabile – denuncia Cartabellotta – il ritardo del report sull’adempimento-mantenimento dell’erogazione dei Lea attraverso gli indicatori della griglia Lea relativo al 2014 ed è assordante il silenzio calato sul nuovo sistema di garanzia per il monitoraggio dell’assistenza sanitaria”.

 

Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe

Anche per l’adempimento-mantenimento dell’erogazione dei Lea bisogna scorrere il calendario per avvalorare la tesi di Cartabellotta: viene pubblicato annualmente dal Ministero della Salute per documentare l’adempimento delle Regioni ai Lea e identificare quelle rinviate al piano di rientro. Gli ultimi due adempimenti sono stati pubblicati il 13 marzo scorso per quelli relativi al 2014 con un report datato giugno 2016, mentre il report di luglio 2015 è stato reso pubblico solo all’inizio del mese di novembre dello scorso anno.

Non che la storia cambi con il nuovo Sistema di Garanzia per il monitoraggio dell’assistenza sanitaria. Già nella Direttiva generale per l’attività amministrativa e la gestione del Ministero della Salute, ricorda il presidente della Fondazione Gimbe, in accordo con quanto riportato nel patto della Salute 2014-2016, si prevedeva di aggiornare il sistema di garanzia per il monitoraggio dell’assistenza sanitaria. L’obiettivo era, ed è ancora, quella di ottenere un sistema unico di monitoraggio, incentivazione e valutazione della garanzia di erogazione dei Lea rivolto a tutte le Regioni e Province autonome. “Del nuovo Sistema di Garanzia – denuncia Cartabellotta – oggi è nota solo l’architettura da cui emerge che i tre livelli (prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera) dovrebbero essere monitorati attraverso un set multidimensionale di indicatori: efficacia e appropriatezza clinica, efficienza e appropriatezza organizzativa, sicurezza ed equità sociale”.

Ma anche di questo strumento che rappresenta il superamento delle griglie Lea, si sono perse le tracce. Il presidente della Fondazione Gimbe chiama in causa Governo e Regioni perché si tracci una road map definitiva e credibile per arrivare al traguardo dei tanto sbandierati nuovi Lea che rischiano di tornare utili solo a fini elettoralistici ma rischiano anche di diventare, a giudizio di Cartabellotta l’Eterna Attesa dei livelli essenziali di assistenza: sono sempre Lea ma con un significato completamente diverso.

 

Salvatore Petrarolo

Foto: web

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