L’arresto cardiaco improvviso in età pediatrica colpisce un bambino ogni 10.000 all’anno, ha un profondo effetto devastante su tutti: bambini, genitori, familiari, comunità e operatori sanitari

Prevenire la tragedia di un arresto cardiaco in età pediatrica è ancora oggi difficile, ma alcune strategie possono essere d’aiuto. La prima è sapere che esistono.

CAUSE

In generale, le cause di arresto cardiaco in età pediatrica possono essere suddivise in:

  • Strutturali/funzionali:
  • Cardiomiopatia ipertrofica, anomalie delle arterie coronarie, da rottura aortica (sindrome di Marfan), cardiomiopatia dilatativa o restrittiva, miocardite, ostruzione del tratto di efflusso del ventricolo destro. Identificabili con ecocardiogramma e coronarografia.
  • Elettriche
  • sindrome del QT lungo, sindrome di Wolf Parkinson White, sindrome di Brugada, tachicardia ventricolare polimorfica catecolaminergica, sindrome del QT corto. Talvolta identificabili con elettrocardiografia e con esami genetici mirati.

Altre:

  • utilizzo di cocaina o altre droghe ad effetto cardiaco-stimolante,
  • utilizzo di farmaci particolari ad effetto cardio-lesivo,
  • ipertensione polmonare,
  • commotio cordis.

SEGNI E SINTOMI

Sebbene l’arresto cardiaco in età pediatra possa avvenire in modo asintomatico, in una buona percentuale di casi, è preceduto nel tempo da eventi “sentinella” che essendo piuttosto aspecifici possono essere sottovalutati dai genitori e dal medico.

Questi sono: sincope, sincope con convulsioni, palpitazioni, dolore toracico, difficoltà respiratoria, episodi di semi annegamento o annegamento (per la loro correlazione con la sindrome del QT lungo), in bambini che spesso hanno anche familiarità per morte improvvisa.

Nella maggior parte dei casi, la causa immediata di arresto cardiaco è dovuta a una tachiaritmia ventricolare letale (fibrillazione ventricolare o tachicardia ventricolare senza polso).

PREVENZIONE PRIMARIA: SCREENING POSSIBILI

Nessuno screening ha ancora dimostrato di essere efficace. In Italia è obbligatorio un elettrocardiogramma per le attività sportive da effettuare ”almeno una volta nella vita” lasciando al pediatra e al cardiologo la discrezionalità sulle tempistiche per la sua esecuzione. L’età del soggetto è invece un elemento cruciale per l’accuratezza diagnostica dell’ECG: una sua esecuzione troppo tardiva potrebbe misconoscere canalopatie come il QT lungo, mentre un’esecuzione dell’ECG molto precoce non può permettere la diagnosi di altre patologie come la cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro.

E’ pertanto utile per non dire obbligatorio aggiungere all’elettrocardiogramma la storia clinica e l’esame obiettivo.
Una serie di quesiti utili da proporre ai genitori per rendere più semplice la raccolta dei dati per costruire una buona storia clinica del bambino potrebbero essere riassunti in questo decalogo:

Domande sulla storia familiare del bambino

  1. Ci sono familiari del bambino che hanno avuto una morte improvvisa, inaspettata, inspiegabile prima dei 50 anni (compresi SIDS, incidente d’auto, annegamento, o quasi annegamento)?
  2. Ci sono familiari che sono morti improvvisamente per “problemi cardiaci” prima dei 50 anni?
  3. Ci sono familiari che hanno avuto svenimenti o convulsioni inspiegabili?
  4. Ci sono parenti con determinate condizioni, come cardiopatia ipertrofica, cardiopatia dilatativa, problemi del ritmo cardiaco (sindrome del QT lungo, sindrome di Brugada, ecc.), pacemaker o defibrillatore impiantato, sordo alla nascita (sordità congenita)

Domande sui sintomi correlati all’attività fisica

5) Il bambino è svenuto o quasi svenuto durante o dopo un esercizio fisico?
6) Il bambino ha mai avuto difficoltà respiratoria persistente durante o dopo un esercizio fisico?
7) Il bambino ha mai avuto dolore toracico oppressivo durante o dopo un esercizio fisico?
8) Il bambino ha mai avuto un attacco d’asma durante o dopo un esercizio fisico?

Varie

9) Il bambino non ha mai avuto un disturbo convulsivo inspiegabile o dopo uno svenimento?
10) Nessun medico ha mai richiesto approfondimenti cardiologici per il bambino?

PREVENZIONE SECONDARIA

Quando le strategie di prevenzione primaria (identificazione del bambino a rischio, consulenza specialistica, limitazione dell’attività e trattamento) falliscono, occorre lavorare o aver lavorato sul senso civico della popolazione in modo da favorire la cultura del primo soccorso.
Occorre implementare la defibrillazione di accesso pubblico installando nei posti più adatti defibrillatori automatici esterni (AED) di qualità e addestrare la popolazione al primo soccorso e alla rianimazione cardiopolmonare.
Infine, poiché il bambino in età scolare trascorre il 28% delle ore del giorno e il 14% del suo totale ore annuali a scuola e che adulti (genitori, nonni, insegnanti, personale e visitatori) affollano le scuole durante le ore di punta, sarebbe utile rendere obbligatoria la presenza di defibrillatori e lezioni di primo soccorso per insegnanti e studenti: con quest’ultima strategia sarà possibile diminuire la morte cardiaca improvvisa del 50% nella prossima generazione.

Riccardo Ristori