Questo il titolo del convegno in programma a Perugia il prossimo 6 dicembre.

L’Associazione Solidarietà Diritto e Progresso, in collaborazione con la Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche, l’Ordine delle professioni infermieristiche di Perugia stanno e l’Università degli Studi di Perugia, sta organizzando il convegno dal titolo L’infermiere militare e civile: sinergie per un duplice uso sistemico della professione, in programma a Perugia il prossimo 6 dicembre (vedi brochure allegata). La materia è di grande attualità in quanto la Sanità militare,unitamente alle forze armate, oltre ai compiti di assistenza in patria e all’estero in favore del personale militare e dei civili che a essa afferiscono, contribuisce ad assolvere la cosiddetta quarta missione (le prime tre missioni riguardano la difesa dello Stato, degli spazi europei e atlantici e il contributo alla pace internazionale) in quanto concorre “alla salvaguardia delle libere istituzioni e svolgono compiti specifici in circostanze di pubblica calamità e in altri casi di straordinaria necessità e urgenza”. Le condivisioni (duplice uso) messe in campo dalla Sanità militare e dal Ssn in modo predeterminato e sistemico sono necessarie per realizzare la nuova visione di un approccio nazionale multidimensionale alle emergenze che possono minacciare la salute dei cittadini. Il duplice uso sistemico delle capacità sanitariedel Paese,sia professionali che materiali, permette lo sviluppo della potenzialità reattiva e della resilienza necessaria per dare la migliore risposta a tutto ciò che possa perturbare la sicurezza come disastri, emergenze e crisi su larga scala. La North Atlantic Treaty Organization(Nato), anche nell’ultimo summit di Bruxelles (2018), ribadendo l’importanza della resilienza come risposta sistemica per la difesa collettiva, ha obbligato i Paesi che ne fanno parte ad abbracciare una politica volta ad assicurare all’estero livelli di cura paragonabili a quelli erogati in Patria. L’infermiereè una figura strategica che contribuisce efficacemente al raggiungimento degli obiettivi di Salute che il Paese intende raggiungere. Le energie profuse per realizzare un livello di integrazione completo tra l’infermieristica civile e quella militare, pur salvaguardando le peculiarità operative specifiche dei comparti di provenienza, sono un investimento importante per la tutela della salute dei cittadini in Italia e all’estero. Sono inoltre condizione indispensabile per sviluppare la capacità resiliente ed essere pronti sia in caso di pubblica calamità e negli altri casi di straordinaria necessità e urgenza in Patria, sia per essere preparati a operare in contesti esteri nell’ambito di organizzazioni sanitarie multinazionali. Redazione Nurse Times ALLEGATO: Brochure del convegno