Riceviamo e pubblichiamo il commento del Coordinamento regionale Nursing Up Lazio a una sentenza del tribunale di Alessandria.

Questa sentenza (vedi allegato) mi ha molto colpito e, nel contempo, preoccupato. Abbiamo molti colleghi in attesa di assunzione e/o trasferimenti. Se nel lavorare un operatore sanitario si danneggiasse irreparabilmente, deve rinunciare a sperare in un trasferimento o comunque a un posto di lavoro? Però non può sperare in una pensione?

Ci sono colleghi che lavorano sottopagati e sfruttati. Come sfruttati, ho motivo di credere che non abbiano neanche gli strumenti per lavorare in modo idoneo e senza rischi per la salute. Io stessa ho dovuto fare il giro letti in una casa di riposo, bidet, posizionamento cateteri con guanti da cucina, utilizzati e riutilizzati. Ovviamente non credo di aver mai visto un sollevatore per i pazienti.

Nelle case di riposo, ad esempio, benché sia auspicabile avere un infermiere e un operatore socio sanitario, nelle situazioni più “oneste” assumono i soli infermieri, che devono fare di tutto e di più! Tutti questi colleghi accettano passivamente di lavorare in condizioni pessime, nell’attesa di un futuro migliore. Invece… Ciò è pazzesco e crudele!

Nel passato qualcuno mi ha accusato di consigliare dichiarazioni false, ma in amore e in guerra, come nella ricerca del lavoro, potremmo sentirci di non denunciare ciò che è vero, oppure rinunciare a lavorare? C’è scelta? Sono allibita! Nel passato si diceva che dovevano essere tutelati i soggetti deboli. Invece ci troviamo tristemente a dover dichiarare di non volere figli. All’occorrenza sarebbe preferibile fornire certificati di sterilità?

Una collega infermiera disse che, in un recente concorso, all’orale, sebbene non si debba fare, le è stato chiesto se volesse dei figli. Benché la collega non fosse in gravidanza e fosse ben lontana dall’esserlo, ingenuamente disse che un domani, tra un paio d’anni, avrebbe voluto dei figli. La collega ebbe l’impressione di essere stata discriminata per quella risposta, che io le avrei caldamente sconsigliato. Era un orale, quindi ne l’esaminatore ne l’esaminato potevano dimostrare molto!

È scorretto dire di mentire. Però se quel posto di lavoro è ambito da anni. E se fosse l’unica chance? Quanto è biasimevole la menzogna del lavoratore che mente per necessità? Il lavoratore potrebbe confidare in attenuanti generiche? Trovo pazzesco tutto ciò!

Coordinamento regionale Nursing Up Lazio
Laura Rita Santoro

ALLEGATO: Sentenza tribunale Alessandria