Sarà introdotta una soglia di reddito oltre la quale l’agevolazione Irpef relativa agli oneri detraibili al 19% si azzererebbe con gradualità.

Terremoto per le detrazioni fiscali. Prende forma la revisione delle spese fiscali, partendo non dalla selezione delle voci eventualmente da tagliare, bensì da chi ne usufruisce. Nella manovra 2020 (martedì notte il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto fiscale e la Legge di bilancio, salvo intese) arriva infatti l’indicazione che sarà introdotta una soglia di reddito (tra i 100 e 120mila euro) oltre la quale l’agevolazione Irpef relativa agli oneri detraibili al 19% si azzererebbe con gradualità. Si tratta delle spese sanitarie, veterinarie, per lo sport dei figli, eccetera, risparmiate solo le detrazioni per gli interessi passivi sui mutui. Accanto a questa misura, sempre per il capitolo detrazioni, quella che dovrebbe incentivare i pagamenti con metodi alternativi al contante. Le detrazioni degli oneri dell’art. 15 del Tuir spetterebbero solo a chi paga con metodi tracciabili. Chi pagherà in contanti non potrà portarsi la spesa in detrazione in dichiarazione. Non solo. Nel capitolo di revisione delle tax expenditure, a cui è attribuito un gettito di 170 milioni per il 2020, ci sono novità che non faranno felice chi si accinge a effettuare delle compravendite immobiliari. È previsto un innalzamento dell’imposta ipotecaria e catastale sui trasferimenti immobiliari soggetti all’imposta di registro, nel caso di acquisto prima casa e di altri immobili dagli attuali 50 euro ai 150 euro ciascuna. Come bilanciamento a questo aumento, si legge nella nota del documento programmatico di bilancio, è prevista la riduzione da 200 a 150 euro per ciascuna imposta sui trasferimenti immobiliari soggetti a Iva, sempre nel caso di prima casa e altri immobili. Sempre sul fronte casa ci sarà un ritocco verso l’alto per l’aliquota della cedolare secca sugli affitti a canone agevolato, dal 10 al 12,5%. Ancora micro-tasse. Nel capitolo di revisione delle spese fiscali è previsto anche un’imposta di bollo a 2,4 euro per foglio per i certificati rilasciati da organi dell’autorità giudiziaria relativi alla materia penale. Per una micro-tassa c’è anche un’esenzione. E prevista una riduzione delle esenzioni vigenti per i buoni pasto cartacei a 4 euro e contestuale aumento dell’esenzione a 8 euro per i buoni pasto elettronici. Redazione Nurse Times Fonte: Italia Oggi