Medicina di genere, cosa cambia col nuovo Piano nazionale

Il decreto per l’adozione è stato firmato in data 13 giugno dal ministro Giulia Grillo.

Il 13 giugno 2019 è stato firmato dal ministro della Salute, Giulia Grillo, il decreto con cui viene adottato il Piano per l’applicazione e la diffusione della medicina di genere, previsto dall’articolo 3 della Legge 3/2018, approvato in Conferenza Stato-Regioni lo scorso 30 maggio. Si tratta di una data molto importante, che pone l’Italia all’avanguardia in Europa nel campo della medicina di genere.

L’esigenza di questo nuovo punto di vista, da includere in tutte le specialità mediche, nasce dalla crescente consapevolezza delle differenze associate al genere, con il fine ultimo di garantire a ogni persona, sia uomo che donna, la migliore cura, rafforzando ulteriormente il concetto di “centralità del paziente” e di “personalizzazione delle terapie”.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce il “genere” come il risultato di criteri costruiti su parametri sociali circa il comportamento, le azioni e i ruoli attribuiti ad un sesso e come elemento portante per la promozione della salute. Pertanto, in base a tali indicazioni, si definisce “medicina di genere” lo studio dell’influenza delle differenze biologiche (definite dal sesso) e socio-economiche e culturali (definite dal genere) sullo stato di salute e di malattia di ogni persona.

Con l’approvazione di tale Piano, per la prima volta in Italia, viene inserito il concetto di “genere” nella medicina, al fine di garantire in modo omogeneo sul territorio nazionale la qualità e l’appropriatezza delle prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale. Nell’era della medicina personalizzata risulta quanto mai importante tenere conto delle numerose differenze osservate tra uomini e donne.

Il Piano è nato dall’impegno congiunto del ministero della Salute e del Centro di riferimento per la medicina di genere dell’Istituto Superiore di Sanità con la collaborazione di un tavolo tecnico-scientifico di esperti regionali in medicina di genere e dei referenti per la medicina di genere della rete degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs), nonché di Aifa e Agenas.

Oltre alla descrizione dello stato dell’arte della medicina di genere a livello nazionale e internazionale, il Piano indica gli obiettivi strategici, gli attori coinvolti e le azioni previste per una reale applicazione di un approccio di genere in sanità nelle quattro aree d’intervento previste dalla legge:

  • Percorsi clinici di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione
  • Ricerca e innovazione
  • Formazione
  • Comunicazione

Allo scopo di assicurare l’avvio, il mantenimento nel tempo e il monitoraggio delle azioni previste dal Piano verrà costituito, presso l’Istituto Superiore di Sanità, un Osservatorio dedicato alla medicina di genere al fine di fornire al ministro della Salute i dati da presentare annualmente alle Camere.

Redazione Nurse Times

Fonte: www.salute.gov.it

 

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