“Tu adesso vai all’ospedale che dico io!”
L’aggressione n.97 del 2019 è stata denunciata dall’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate”. L’incredibile episodio si è verificato questa notte attorno alle ore 2.00, quando la postazione Scampia è stata inviata a domicilio di un paziente cardiopatico che riferiva dolore toracico e dispnea.

Giunti sul target, in una traversa di Cavallegeri d’Aosta (zona Fuorigrotta), l’equipaggio ha rilevato i parametri vitali effettuando un elettrocardiogramma.

“Per noi è uno strumento di valutazione fondamentale, in quanto ci permette di escludere che si tratti di un infarto e pertanto refertato in tempo reale dal cardiologo”, spiega un membro dell’equipaggio intervenuto.

Il tracciato però non risulta soddisfacente, dovendo pertanto essere ripetuto. “Per questo motivo i parenti  aggrediscono verbalmente  l’equipe. Più volte l’equipaggio viene esortato a trasferire la donna al pronto soccorso senza ripetere l’elettrocardiogramma sicché viene decisa come destinazione il Cardarelli, in quanto è presente l’Unità di Terapia intensiva cardiologica”, riporta l’associazione.

La richiesta dei parenti di trasferire immediatamente la donna presso il vicino nosocomio “San Paolo” e la successiva decisione della squadra di recarsi in un nosocomio dotato di UTIC hanno generato ulteriori tensioni.
A nulla sono valsi i numerosi tentativi di spiegare ai parenti il motivo di tale decisione. Alla fine l’equipaggio è stato obbligato con le “brutte maniere” a recarsi immediatamente al nosocomio di Via Terracina.

Il personale sanitario ha evitato il peggio grazie all’intervento sul posto degli agenti di polizia, ai quali è stata presentata regolare denuncia nei confronti dei parenti della donna.

“Capite che quando chiamate il 118 non state chiamando un taxi e soprattutto che se il medico sceglie una determinata destinazione è solo perché quel nosocomio prescelto è quello che può trattare meglio la vostra patologia”, conclude il post dell’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate”.

Simone Gussoni