Speciale NurseTimes: intervista esclusiva a Filippo Carlucci referente del Team Infermieristico Accessi Vascolari.

Un’intervista che ci permetterà di capire come giungere ad ottenere questi importanti risultati e diventare infermiere specialista nell’impianto e gestione degli accessi vascolari e come far nascere il progetto Picc a Domicilio.

La redazione di NurseTimes ringrazia il Dott. Filippo Carlucci per la disponibilità. Filippo Presentati ai nostri lettori. Come nasce l’interesse per gli accessi vascolari?

Mi chiamo Filippo Carlucci ho 38 anni, sono originario di Irsina, un comune della Basilicata; vivo e lavoro a Roma come Infermiere.

La mia attività professionale si è svolta prevalentemente all’interno del blocco operatorio, dell’ospedale S Eugenio, dove ho avuto il piacere di lavorare ,crescere professionalmente ed iniziare questo percorso.

Infatti, il mio interesse per questo ambito, nasce dallo stretto rapporto lavorativo con i colleghi anestesisti, durante l’assistenza al posizionamento dei dispositivi vascolari.

Parliamo degli anni 2009/2010, periodo caratterizzato  dall’avvento dei Picc in Italia, i quali hanno suscitato maggiormente il mio interesse spingendomi a specializzarmi in questo ambito con un  percorso formativo.

Grazie a questo percorso di specializzazione ho acquisito una visione a 360 gradi nel campo degli accessi vascolari in merito all’indicazione, all’impianto, alla gestione e alle complicanze, con l’obiettivo di migliorare le cure e l’assistenza.

I Picc sono dispositivi impiantabili  da infermieri. Quale percorso formativo consigli a chi ci sta leggendo?

Oggi le uniche due figure deputate al posizionamento di PICC e MIDLINE sono l’infermiere ed il medico, purché formati. Sicuramente i migliori percorsi sono quelli universitari come Master o corsi di alta formazione tenuti da professionisti esperti ,che quotidianamente si occupano di Picc e Midline.

Spesso leggo pubblicità di corsi inerenti l’impianto Picc, che forniscono certificazione, abilitazione o quant’altro, tenuti in una giornata formativa con prove su simulatore, a mio avviso utili solo per avvicinarsi a questo mondo e non ad acquisire questo tipo di competenza. Ribadisco che a formare debbano essere professionisti esperti che praticano quotidianamente l’attività nelle strutture dove prestano il loro servizio.

Dott filippo Carlucci Lei è referente del Team Infermieristico Accessi Vascolari (TIAV). Può raccontarci la sua esperienza alla ASL Roma 2?

Come ho detto poc’anzi il mio percorso inizia nel 2009/2010 all’interno dell’ospedale S. Eugenio di Roma, ex Asl Roma C, dove viene formato  un micro Picc Team composto da due unità infermieristiche su base volontaria. Nel primo anno vengono impiantati 48 device, che diventano 628 nel 2011 e superano gli 800 negli anni a seguire.

Nel periodo 2010-2016 sono stati raggiunti importanti obiettivi come l’apertura dell’ambulatorio infermieristico specialistico per la gestione degli accessi vascolari, la formazione del personale aziendale su indicazione e gestione dei dispositivi vascolari, l’elaborazione delle procedure e nasce il progetto Picc a Domicilio.

Nel 2016 la ex-ASL Roma C viene accorpata con la ex-ASL Roma B, nasce nuova azienda, la ASL Roma 2, una delle aziende territoriali più grande d’Italia; solo per citare qualche numero, si estende su un territorio di 474 Km², al suo interno ha più di 1.300.000 abitanti, tre ospedali, Ospedale S Eugenio, Pertini e CTO e 6 distretti territoriali e di cure domiciliari.

Questa unificazione per noi diventa una opportunità  che segna un traguardo ma anche un nuovo punto di partenza. Vengono sviluppati  alcuni passaggi fondamentali, come l’aggiornamento, la condivisione delle procedure,  la formazione (nel 2017 sono stati formati 115 infermieri su indicazione e gestione) l’ apertura di un nuovo ambulatorio infermieristico specialistico presso l’ospedale Pertini, l’informatizzazione della richiesta e della refertazione infermieristica per accesso venoso e viene avviato il progetto più importante, il Picc a domicilio.

In questa fase delicata è stato determinante essere supportati e guidati dal Dirigente delle Professioni Sanitarie, il Direttore della UOC assistenza alla Persona, Barbara Porcelli che ha avuto la lungimiranza di comprendere l’importanza dello sviluppo di questa nuova metodica ed ha lavorato affinché il progetto fosse approvato..

A dicembre del 2016, con delibera del Direttore Generale, Flori Degrassi viene istituito il TIAV (team infermieristico accessi vascolari) itinerante, il quale ha una propria struttura, un proprio centro di costo ed afferisce sotto la responsabilità della UOC Assistenza alla Persona. Viene individuato un referente e viene autorizzata l’equipe a svolgere l’attività anche in ambito domiciliare ma soprattutto diventa un team dedicato, composto da 5 infermieri. A mio avviso questo rappresenta un evento di straordinaria importanza per la Professione Infermieristica, poiché per la prima volta un Team per gli accessi vascolari viene autonomamente gestito da personale infermieristico specializzato e collocato all’interno di un dipartimento infermieristico.

Da allora, in soli due anni, l’attività è cresciuta a ritmi sostenuti:

  • nel 2018, sono state effettuate 2119 consulenze infermieristiche per impianto e impiantati 2000 dispositivi tra Picc e Midline;
  • sono inoltre state eseguite più di 12.000 procedure di gestione all’interno dei due ambulatori infermieristici.

A tal proposito vorrei ringraziare il team infermieristico del TIAV per la professionalità, competenza e dedizione dimostrata quotidianamente nell’assistenza ai pazienti che si rivolgono alla nostra attenzione.

Quali sono state le difficoltà e quali le resistenze?

Abbiamo incontrato qualche difficoltà iniziale dovuta alle resistenze dei clinici, che ignoravano l’expertise infermieristico. Per alcuni di questi l’infermiere non avrebbe potuto impiantare Picc e Midline, non avrebbe potuto neanche utilizzare l’ecografo.

Dopo diversi mesi di lavoro tra i medici specialisti, il Risk Manager, il Direttore della UOC Assistenza e gli infermieri specialisti abbiamo condiviso una procedura operativa aziendale che consente agli infermieri specialist di svolgere l’attività di impianto e gestione degli accessi vascolari in piena autonomia su tutta l’Azienda.

La continua formazione e la competenza espressa sul campo, ci consente oggi di essere riconosciuti come riferimento sia per le persone assistite in ospedale, in ambulatorio e a domicilio, sia per tutti i professionisti sanitari, anche quelli più scettici.

Vorrei anche sottolineare che il forte commitment della Direzione Aziendale è stato fondamentale per la realizzazione del progetto; infatti, non sempre e non in tutte le realtà vi possono essere così condizioni favorevoli.

Progetti Futuri?

A breve partirà un percorso formativo universitario per quanto riguardo la “indicazione, l’impianto e la gestione dei cateteri vascolari a breve e medio termine”,  rivolto anche al personale non dipendente della Asl Roma 2. Altro importante obiettivo è quello della valorizzazione economica delle prestazioni infermieristiche. Al riguardo, la regione Lazio ha attivato un tavolo tecnico per la tariffazione dell’attività infermieristica ambulatoriale e per la definizione dei relativi flussi informativi, senza dei quali gli esiti dell’attività del TIAV non sono visibili nei sistemi informativi regionali.

Che consiglio sente di dare ai giovani infermieri che si avvicinano a questa pratica specialistica?

Il mio consiglio è quello di investire nella formazione universitaria post base (master) per acquisire la competenza necessaria a svolgere questa delicata attività, di lavorare sempre attenendosi alle linee guida ed alle procedure operative, mettendo in atto la miglior strategia organizzativa che sia in grado di migliorare le cure e l’assistenza senza dimenticare la nostra identità professionale, i nostri valori che devono guidare il nostro agire per il benessere e la salute dei cittadini.

Grazie di tutto Filippo e buon lavoro dalla Redazione di NurseTimes.