Sotto la lente d’ingrandimento c’è anche il caso della piccola Ilaria, risalente al 26 novembre 2009.

II ministro della Salute, Giulia Grillo, l’aveva annunciato nei giorni scorsi: «È necessario fare chiarezza e capire se ci sia correlazione tra i diversi casi. Lo dobbiamo a questi bambini, che non hanno fatto in tempo ad affacciarsi alla vita, ai loro famigliari e anche a chi lavora con serietà e impegno ogni giorno in una struttura eccellente come l’ospedale bresciano».

Nicole, Christian e Marco: neonati nati (molto) prematuri e morti nel giro di una settimana, in Terapia intensiva neonatale all’Ospedale Civile di Brescia. Non solo il ministero, ma anche Regione Lombardia e la Procura hanno aperto un’inchiesta per capire se ci sia una correlazione, quindi un eventuale contagio batterico. Escluso dalle indagini, invece, un quarto decesso, registrato il 5 gennaio scorso, a poche ore dal parto, e dovuto, come ha spiegato la direzione dell’ospedale, “a una grave malformazione delle vie aeree superiori”.

Roma non ha perso tempo. In queste ore gli ispettori inviati dal ministero sono già al lavoro in reparto per raccogliere tutti gli elementi utili a fare chiarezza su questa triste vicenda, ricostruendo anche le procedure messe in campo dagli operatori sanitari. Massima disponibilità del Civile, naturalmente, che per voce del suo nuovo direttore generale, Marco Trivelli, ha sempre ribadito come «non ci siano correlazioni tra i decessi dei tre bambini, subentrati a breve distanza l’uno dall’altro, ma riconducibili a quadri clinici diversi».

Perché purtroppo si tratta di neonati spesso fortemente già compromessi, e rispetto al passato la percentuale di chi riesce a sopravvivere è di oltre il 70%. A dimostrarlo, la mobilitazione online di decine di mamme, che hanno raccontato le loro esperienze in Terapia intensiva e quelli che chiamano “miracoli”, ringraziando “gli angeli” che in reparto ci lavorano e combattono per la vita ogni giorno, senza arrendersi. Nei post con le foto dei bimbi, oggi forti e felici, la risposta al “linciaggio” social e la solidarietà alle infermiere, che a loro volta hanno rilanciato “l’orgoglio” della loro professione.

Ma non è tutto. Gli ispettori ministeriali non si occuperanno solo di questi tre bambini, che non ce l’hanno fatta. Su richiesta dell’avvocato che rappresenta e assiste la famiglia, cercheranno di fare luce anche sul caso della piccola Ilaria, nata al Civile il 26 novembre 2009 con “un’ischemia acuta cerebrale secondaria a infarto arterioso destro”, che per i medici sarebbe riferibile a un evento “prenatale” e a una serie di problemi di carattere genetico della mamma. Non la pensano così, però, per i consulenti della difesa.

La battaglia di questa famiglia sta continuando in sede legale: un’inchiesta penale archiviata in relazione al presunto smarrimento di “sei referti ambulatoriali” (ma non è possibile attribuire una responsabilità soggettiva) e un processo civile che si sta celebrando in secondo grado (il primo ha dato ragione all’ospedale). Senza dimenticare un problema con i codici relativi a una serie di esami che non corrisponderebbero a quelli registrati in Regione.

«Lotterò finché ci sarà qualcuno ad ascoltarmi e, soprattutto, finché i mezzi giudiziari a disposizione me lo consentiranno», ha sempre detto la mamma della bimba (che nonostante i suoi otto anni ha un livello cognitivo di due), senza mai però puntare il dito contro qualcuno. Lei è certa che in sala parto qualcosa sia andato storto. E chiede risposte. Neonatologia, Terapia intensiva, Ostetricia. Gli ispettori approfondiranno dunque anche questo caso: “Al fine di esercitare la funzione di alta vigilanza propria del ministero”. A (ri)sollecitame l’intervento, in questi ultimi giorni, è stato il legale che difende la famiglia della bambina, allegando tutti gli atti e anche una super consulenza tecnica, — nonostante già alla fine di novembre l’ufficio deputato avesse “promesso” che la questione non sarebbe caduta nel vuoto.

Nel frattempo ci vorranno un paio di mesi affinché arrivino sulla scrivania del sostituto procuratore Corinna Carrara i risultati delle autopsie condotte (martedì scorso) sui piccoli Christian e Marco (Nicole era già stata sottoposta all’esame autoptico su disposizione diretta dell’ospedale). Per accertare o escludere senza alcun dubbio una correlazione tra i loro decessi. Decessi prematuri, come la loro nascita.

Redazione Nurse Times

Fonte: Corriere della Sera